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#quarantena: i soldi, la povertà, il rosario e i 400 milioni

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GROSSETO – Ci dovrebbe essere un limite alla decenza. Si dice così di solito. Tuttavia, quasi sempre la decenza è invocata in malafede. Paravento per imporre una censura. Inaccettabile per chiunque abbia una cultura libertaria.

Per Matteo Salvini invece no! Lui con pochissime eccezioni è quasi sempre indecente. Osceno, in verità. Per questo il limite alla decenza è invocato legittimamente.

Il buon dio ha diritto d’ignorarlo. Non può dilapidare certo il proprio tempo a incenerire lui e Barbara D’Urso per aver storpiato il rosario in Tv, a Canale5. Noi umani, invece, non ce lo possiamo permettere.

Ne dà buona prova l’ultima oziosa polemica montata sui 400 milioni destinati dal Governo ai Comuni per finanziare buoni spesa o generi alimentari e di prima necessità a chi ne abbia bisogno. Cioè i poveri assoluti, privi di reddito. Cosa che ha subito eccitato il cinismo da bettola del nostro eroe del Papeete. Che ha fatto la seguente brillante divisione “mediatica”: 400 milioni di euri diviso 60 milioni d’Italiani = 6,6 euri a testa. Diciamo 7, vai. Una miseria! Un’inaccettabile mancia! Ha sbraitato sguaiato urbi et orbi. Assecondato e rilanciato da tutti gli scienziati matematici che guidano Lombardia, Veneto, Piemonte, Liguria, Calabria e Sicilia. E qualche sindaco euclideo e pitagorico. Tutti allineati e coperti a destra.

Che sia una puttanata è talmente ovvio che non va manco confutata. Quello che colpisce, di questa e molte altre vicende, è tuttavia l’opinione che evidentemente il gruppo dirigente del Centrodestra dimostra di avere del proprio elettorato. Considerato, è chiaro, una massa indistinta di minus habens. Trogloditi primordiali allo stato ferino, ai quali si può ammannire di tutto. Tanto non sono in grado di discernere il vero dal

falso. Nemmeno il fatto che 400 milioni non sono per tutti gl’Italiani, ma solo per chi è polvero assoluto. Indigente vero.

Perché a ben guardare, soprattutto in questo momento, l’obiettivo non è mettere di mezzo l’elettorato tutto. Ma tenere calda la propria fossa dei leoni, in attesa di tempi migliori. Una roba che ha imbarazzato anche Silvio, princeps maximus dei mistificatori elettorali. Che ha annusato il pericolo del passo falso: trattare la fossa dei leoni da fossa dei coglioni. Esponendola al pubblico ludibrio……

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