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Coronavirus, i sindacati: «Stiamo a casa per rispettare chi lavora in ruoli delicati»

GROSSETO – «In questa fase di emergenza sanitaria chi sta lavorando, oltre che una professione o mestiere, svolge anche un’importante missione sociale, indispensabile per garantire la tenuta democratica del nostro Paese». Così Luciano Nardi (Fnp-Cisl), Lorenzo Centenari (Spi-Cgil) e Gianni Baiocco (Uilp-Uil).

«A tutte queste categorie di lavoratrici e lavoratori, a partire da quelli del servizio sanitario – medici, infermieri, Oss, addetti mense, pulizie e vigilanza – compresi quelli di forze dell’ordine, protezione civile e volontari delle associazioni – proseguono -. I dipendenti pubblici, quelli dei servizi come elettricità, acqua e metano, fino a edicolanti e addetti ai distributori, impiegati di assicurazioni, banche, commercio e servizi delle organizzazioni sindacali. A tutti loro va il nostro encomio, apprezzamento e ringraziamento per lo spirito di abnegazione dimostrato».

«Queste lavoratrici e lavoratori vanno difesi, rispettati e tutelati, e per questo a partire dai pensionati ed anziani, esortiamo tutti i cittadini a rispettare le regole e stare a casa: non andate a fare la spesa o le commissioni a rate – vanno avanti -. A questo proposito, esprimiamo un apprezzamento per le catene di supermercati che chiuderanno la domenica. Una scelta che serve per allentare la tensione; un chiaro e condivisibile segnale di attenzione prima di tutto per i propri dipendenti, ma anche agli utenti in generale».

«Per questo motivo invitiamo i pensionati e i cittadini a non andare tre volte al giorno a fare la spesa o a svolgere commissioni rinviabili – continuano da Spi, Fnp e Uilp -. E a ridurre i contatti attraverso i quali può essere trasmesso il contagio, dimostrando affetto, rispetto e riconoscimento verso questi lavoratori. Evitando anche di andare a fare la spesa la domenica».

«Se tutti facciamo così – concludono Nardi, Centenari e Baiocco -, si campa lo stesso, anzi, forse si campa di più. Se rispettiamo le regole, cioè il nostro prossimo, ci garantiremo un futuro».

 

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