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Coronavirus, Confartigianato: «Servono misure shock per le imprese e gli autonomi o in pochi ripartiranno»

GROSSETO – “Le imprese e le partite iva maremmane erano già state colpite dalla crisi economica. In molte hanno dovuto in questi giorni abbassare le saracinesche e rischiano di non rialzarle più se non saranno sostenute con soldi che arrivino loro direttamente. Servono più risorse per la sopravvivenza del sistema economico e delle famiglie. Occorre rimettere i soldi in tasca agli italiani”. Lo ha detto Giovanni Lamioni, presidente Confartigianato Imprese Grosseto in merito all’emergenza Coronavirus.

“E’ giusto cercare di contenere il contagio con importanti misure straordinarie – prosegue -, tuttavia non possiamo ignorare le grandi difficoltà che in questo momento stanno vivendo le imprese e quindi le famiglie. Il protrarsi delle chiusure delle attività decise dal Governo, potrebbe portare molte aziende a liquidazioni, a fallimenti a catena. In Maremma si perderebbero centinaia di posti di lavoro”.

Sullo strumento della cassa integrazione Lamioni tiene a precisare: ” La cassa integrazione ordinaria dovrebbe essere pagata direttamente dall’Inps, come avviene per quella in deroga e non anticipata dalle imprese. Oggi le imprese non sono in grado di anticipare questo costo del personale”.

“Per evitare che il nostro sistema produttivo scompaia – aggiunge il presidente di Confartigianato – occorrono operazioni straordinarie adeguate a fronteggiare il rischio che stiamo correndo. Non bastano i 25 miliardi di euro che il Governo vuole mettere a disposizione ad aprile. Occorreranno almeno 100 miliardi e la totale cancellazione dei versamenti di imposte e contributi in scadenza nei prossimi due mesi. Deve essere una vera cancellazione, non una sospensione. Se lo Stato si limita a spostare in avanti i versamenti, arriverà il momento in cui le imprese dovranno pagare ma non saranno in grado di farlo. E’ necessario che almeno le due mensilità di aprile e maggio vengano completamente cancellate. Occorre sostenere il reddito degli imprenditori anche soci di società di persone e di capitali. Se si pensa che solo con la cassa integrazione e le proroghe dei versamenti l’imprenditore possa ripartire, non si è compresa la situazione. L’imprenditore con il reddito d’impresa finanzia l’impresa e mantiene la sua famiglia, occorre che gli sia dato un reddito mensile “.

“Occorrono quindi operazioni straordinarie che direttamente, non solo attraverso il sistema bancario o altri intermediari, portino immediatamente liquidità alle imprese per garantirne la sopravvivenza. Senza complicazioni ed ulteriori adempimenti burocratici – precisa -, ma con regole chiare e tempi strettissimi. I fondi imponenti necessari per varare queste operazioni vanno trovati sia attingendo al bilancio dello Stato che a risorse dell’Unione Europea. Ottimo potrebbe rivelarsi lo strumento dei Coronabond, emessi con bassi rendimenti e a lunga scadenza”.

“Siamo di fronte ad una sfida senza precedenti – sottolinea – e lo Stato deve sostenere il tessuto sociale e produttivo. Bene che si estenda il reddito di cittadinanza per sostenere un numero maggiore di persone, ma non è giusto che i lavoratori autonomi abbiano solo il bonus da 600 euro. Le partite iva e tutti i lavoratori autonomi dovrebbero avere un reddito mensile di almeno mille euro per tutta la durata del periodo di emergenza. Bisogna rimettere i soldi direttamente in tasca agli italiani per aiutarli a superare questo periodo”.

“La priorità deve essere la tenuta del ‘Sistema Paese’, per poter poi ripartire dopo questa grave crisi. Subito dopo occorrerà sbloccare i cantieri delle grandi opere che potrebbero essere un volano di lavoro per una ripresa importante. Occorrerà però eliminare le lungaggini burocratiche che da anni bloccano questo comparto. In questo periodo drammatico penso spesso a Mario Draghi – conclude Giovanni Lamioni – e al suo messaggio durante la crisi del debito del 2012, per fronteggiare la quale egli raccomandava ‘Whatever it takes'; fare tutto quel che è necessario e anche di più. Lo vedrei bene come Presidente del Consiglio; una figura autorevole di alto profilo istituzionale europeo che potrà guidare il paese verso una solida ripresa”.

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