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Caso Poste, Pd: «Prima il sindaco dice che vuole la riapertura, poi cambia idea. Serve chiarezza»

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SCARLINO – “In questi giorni difficili non è passato inosservato il comportamento scorretto illogico, irrazionale e profondamente scorretto di Poste Italiane, che ha chiuso senza nessun preavviso molti uffici in tutti i comuni, lasciando in difficoltà soprattutto le aree più marginali e le utenze maggiormente in difficoltà come gli anziani. Per questo concordiamo con i sindaci che hanno annunciato l’emissione di una ordinanza che imponga a Poste Italiane di riaprire quegli uffici, garantire il servizio ai cittadini e non mettere in pericolo le persone evitando affollamenti in quelli rimasti aperti”. A scriverlo, in una nota, il Pd scarlinese.

“Chiediamo quindi chiarezza al sindaco Francesca Travison su questa vicenda – proseguono i dem -, per trasparenza nei confronti dei cittadini, perché da quello che leggiamo ci pare sia presente molta confusione su questo argomento. Subito dopo l’annuncio degli otto sindaci della provincia, i quali hanno proposto l’ordinanza, la sera stessa del 24 marzo, la sindaca ha annunciato per mezzo della pagina facebook istituzionale del Comune di Scarlino che, a seguito della risposta negativa da parte di Poste Italiane alla sua richiesta di riapertura, avrebbe valutato l’emissione dell’ordinanza anche lei. Abbiamo subito plaudito a tale determinazione e ci siamo uniti ai tanti cittadini che hanno espresso approvazione per l’annuncio”.

“Solo oggi, però, leggiamo sui giornali – vanno avanti – un comunicato di tre sindaci della Lega (tra cui quello di Scarlino), dove gli stessi criticano l’iniziativa dei colleghi e gettano dubbi sull’opportunità e l’efficacia dell’ordinanza. Che cosa è successo in due giorni?”.

“Chiediamo quindi chiarezza, nel rispetto di tutti – concludono dal Pd -, e operatività su questo delicato argomento molto discusso invitando, infine, a lasciar perdere le battaglie di partito collaborando tutti insieme in questo momento d’emergenza individuando soluzioni che possano far correre meno pericoli possibili alle fasce più deboli della nostra popolazione”.

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