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Coronavirus: ciclabili chiuse e controlli sul ponte dell’Ombrone fotogallery

ALBERESE – Chiusi gli accessi al Parco della Maremma. Alla luce dei recenti decreti per il contenimento del coronavirus, il parco ha emanato un’ordinanza per quanto concerne la fruizione dell’area protetta.

Oltre alla chiusura al pubblico del centro visite e di tutte le attività svolte nel parco, è stato chiuso il transito lungo la strada e la pista ciclabile di collegamento a Marina di Alberese, a partire dalla sbarre situate in località Vaccareccia.

Il divieto di transito è segnalato già all’entrata di Marina di Alberese, all’altezza della Tenuta di Alberese. Proseguendo, lo stop definitivo è imposto alle sbarre in località Vacchereccia, come detto, quelle stesse sbarre che d’estate sono in continuo movimento per l’arrivo di turisti e maremmani che decidono di passare delle belle giornate di mare in uno dei posti più suggestivi della costa.

Le sbarre di accesso al parco sono chiuse, il semaforo è rosso e c’è un cartello: “Chiuso dal 12 marzo 2020 al 25 marzo 2020, in ottemperanza al dpcm dell’11 marzo e ordinanza d.p. numero 2 del 13 marzo 2020”.

In realtà di cartelli ce ne sono due, uno all’altezza delle sbarre, e uno sul lato, dove transitano le biciclette. Come sottolineato, infatti, il transito al parco è vietato anche alle bici e ai pedoni.

“In questi giorni non abbiamo rilevato nessun accesso – ci racconta un poliziotto, appostato all’altezza del Ponte sull’Ombrone -. Siamo qui per fermare eventuali ciclisti o pedoni che potrebbero decidere di fare una girata violando il decreto. Ad oggi, non è transitato nessuno. Speriamo che continui così anche nel fine settimana”.

“Le persone stanno rispettando lo stop – afferma Lucia Venturi, presidente del Parco -. In questi giorni,infatti, la Polizia locale non ha, fortunatamente, incontrato trasgressori all’interno del Parco della Maremma”.

Chi trasgredisce all’ordinanza incorre in una sanzione, come previsto dalla stessa. Per questo e, soprattutto, per senso di comunità, in difesa della salute nostra e degli altri, continuiamo a stare a casa.

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