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Coronavirus: il nuovo decreto chiude la Lombardia e 14 province. Ecco le limitazioni per Grosseto e la Maremma

GROSSETO – Il nuovo decreto firmato nella notte dal premier Giuseppe Conte estende la zona rossa a tutta la Lombardia e a 14 province del nord Italia. In particolare le restrizioni della zona rossa si applicano oltre che a tutta la Regione lombarda anche ai territori di Parma, Piacenza, Rimini, Reggio-Emilia, Modena, Pesaro e Urbino, Venezia, Padova, Treviso, Alessandria, Verbano-Cusio-Ossola, Novara, Vercelli e Asti.

Le disposizioni contenute nel decreto sono in vigore dall’8 marzo al 3 aprile 2020. Le misure riguardano limitazioni importanti agli spostamenti che possono essere fatti soltanto per motivi di reale necessità o di emergenza.

Nel territorio della zona rossa saranno chiuse scuole e università, sospese cerimonie civili e religiose, chiusi pub, discoteche e altri luoghi di divertimento, palestre e piscine, ma anche musei e luoghi di cultura. Bar e ristoranti possono restare aperti, ma solo dalle 6 alle 18 e solo se possono garantire che tra un avventore e l’altro ci sia una distanza di sicurezza di almeno un metro.

Che cosa succede in provincia di Grosseto – Il nuovo decreto del Governo amplia la zona rossa a tutta la Lombardia ed a altre 14 Province del centronord.

«Per quello che riguarda il resto del territorio nazionale – spiega il sindaco e presidente della provincia di Grosseto Antonfrancesco Vivarelli Colonna – , e quindi anche il nostro, il Governo ha deciso la chiusura dei musei e la sospensione di manifestazioni, spettacoli di qualsiasi natura, compresi quelli cinematografici e teatrali. Chiusi inoltre discoteche, pub, scuole di ballo e sale scommesse. Bar e ristoranti, al di fuori delle aree del Centro-Nord, possono restare aperti normalmente, ma sono chiamati a garantire il rispetto della distanza di sicurezza tra gli avventori, con sanzione della sospensione dell’attività in caso di violazione».

«È fortemente raccomandato presso gli esercizi commerciali diversi da bar e ristoranti (ad esempio negozi, centri commerciali, piccole medie e grandi distribuzioni), all’aperto e al chiuso, che il gestore garantisca l’adozione di misure idonee a evitare assembramenti e rispettare la distanza di sicurezza di un metro tra i visitatori».

«Sospesi inoltre eventi sportivi e gare. Sono sospese le cerimonie civili e religiose, comprese quelle funebri. I luoghi di culto possono restare aperti, purché possano garantire la sicurezza dei fedeli evitando assembramenti. Si raccomanda a tutte le persone anziane o affette da patologie, di evitare, per quanto possibile, di uscire dalla propria abitazione».

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