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Il settore della meccanica è in crescita: «In Maremma mancano 810 figure tecnico-industriali»

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GROSSETO – “Siamo senza dubbio la scuola che offre oggi più opportunità di lavoro e una preparazione scientifico tecnica di altissimo livello”. La dirigente scolastica del Polo Manetti Porciatti, Margherita Rauccio, è entusiasta nel commentare quanto emerso nella XXVI giornata di Orientagiovani, promossa da Confindustria e dalla Luiss.

“E’ corroborante al nostro lavoro – aggiunge – sapere che, anche in quel prestigioso consesso, emerge la difficoltà assoluta che trovano le imprese nel reperire giovani da assumere, nonostante la disoccupazione giovanile sfiori il 29%. Pensiamo solo che Confindustria ha stimato che nel triennio 2020-2022 nei settori della meccanica e dell’Ict dovranno essere reperiti altre 107mila posti di lavoro. Credo che una famiglia, e soprattutto un giovane, nella scelta del percorsi di studi, debba tenere conto di questi elementi”.

Non a caso anche le previsioni stimate indicano che saranno 67mila i nuovi posti di lavoro nel settore della meccanica, con circa un terzo per professioni manageriali, scientifiche e di elevata specializzazione (come ingegneri, progettisti e specialisti in scienze informatiche) e per professioni tecniche, come ad esempio addetti alla gestione dei processi produttivi, specie quelli legati al digitale.

Invece la domanda di lavoro delle imprese dell’Ict è stimata sui 40mila individui nel triennio 2020-2022. Le figure più richieste saranno il programmatore, il progettista/sviluppatore di software e app, il data-scientist, il progettista di apparecchiature informatiche e loro periferiche, e il progettista di impianti per le telecomunicazioni.

“La cosa incredibile è che, anche a livello provinciale, in cui sono poche le aziende metalmeccaniche o l’aspetto industriale non ha un ruolo così centrale – spiega la dirigente -, è la stessa Camera di Commercio, tramite lo studio Excelsior, a ribadire che i tecnici sono le figure più difficili da reperire. Non a caso mancano 350 tecnici diplomati in meccanica meccatronica ed energia, 250 elettrotecnici ed elettronici, 120 diplomati Cat (ex Geometri) e 90 informatici e in telecomunicazioni, mentre nel 2018 il nostro territorio ha assorbito 560 figure tecniche; 280 diplomati a indirizzo meccanica, meccatronica ed energia, 160 negli indirizzi di elettrotecnica ed elettronica, 30 ad indirizzo informatica e telecomunicazioni e 90 diplomati in costruzioni ambiente e territorio”.

“Cosa dire di più? Credo sinceramente – conclude la professoressa Rauccio – che ricevere formazione in una scuola in cui l’inclusione è prioritaria, anche con percorsi specifici per gli studenti in difficoltà, e al contempo si investe in innovazione e nuove tecnologie per offrire un diploma spendibile nel mondo del lavoro con alla base altissime competenze tecnico scientifiche, è un’opportunità che i nostri giovani non possono assolutamente perdere”.

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