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Pci: «Brenci non poteva essere nominato presidente del Falusi perché incompatibile»

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MASSA MARITTIMA – «Per il Pci delle Colline Metallifere tutto è avvenuto come da copione e Lorenzo Brenci è il presidente dell’Istituto Falusi dal 18 dicembre scorso» afferma il Pci.

«Nella realtà Brenci non poteva essere nominato neppure come consigliere dell’Istituto poiché sussistevano cause di incompatibilità, come si legge nell’atto deliberativo, in quanto dipendente della Asl comandato presso l’Asp di Sinalunga, dove ricopriva incarico di direttore amministrativo».

«La composizione del consiglio di amministrazione è stata portata e deliberata dal Consiglio comunale con questo dettaglio non di poco conto. Qualcuno era senz’altro a conoscenza ma la pressione esercitata dalla politica e il richiamo del difensore civico regionale sul ritardo delle nomine fissato da precise disposizioni di legge, anch’esse disattese, hanno fatto accelerare i tempi e guardare poco ai dettagli».

«D’altra parte siamo in un’epoca dove le norme contano il giusto ed il copione prevedeva di eliminare la gestione politica da figure politiche del territorio affidandola a qualcuno che, qualora le cose non dovessero andare bene, se ne andrà e politicamente a nessun dei personaggi dei rispettivi partiti sarà colpevole» afferma il Pci. «Poi non di secondo piano il fatto che Brenci è uomo del PD e se tutto fosse filato liscio a Siena, in occasione ultime comunali, avrebbe potuto ricoprire incarichi di lustro. Così non è stato e lo stesso PD ha trovato il modo di sistemarlo affidandogli il Falusi».

Infine, anche questo da rilevare, sono state spazzate completamente le voci delle minoranze e il CdA Falusi è oggi governato solo da figure che fanno riferimento alla sola maggioranza. Evidentemente voci critiche sarebbero state spine nel fianco dell’Istituto per cui è stata la buona occasione per fare pulizia e blindare il governo dell’Istituto.

«Non c’è da stupirsi – afferma Mauro Lorenzini a nome della segreteria del Pci delle Colline Metallifere – fa parte del DNA che ormai contraddistingue le istituzioni locali dove sempre meno posti sono disponibili agli appetiti dei partiti di maggioranza e quindi, dove possibile, si cerca di occupare anche tutti gli incarichi possibili».

«Come Pci – prosegue la nota della segreteria metallifera – non distoglieremo l’attenzione sulle problematiche dell’Istituto e sulle criticità che ci vengono già da tempo segnalate legate soprattutto alla presenza di personale con contratti diversi. Attendiamo con ansia il progetto promesso di rilancio dell’attività e il risanamento dei conti che non potrà che avvenire attraverso quella strada indicata da tempo dal Pci, ossia l’affidamento di maggiori servizi all’Istituto, l’applicazione di un contratto di lavoro diverso ai neo dipendenti, un accordo con le parti sociali per un utilizzo del personale in modo integrato con i servizi socio – assistenziali, una piccola quota di trasferimento dei comuni da destinare all’Istituto».

«Sarà interessante capire anche se vi saranno le volontà per ridurre le esagerate locazioni delle due strutture di Massa e Follonica da parte della Regione e i candidati alle prossime elezioni regionali potrebbero spendersi  su questo versante con impegni precisi. Nel frattempo vogliamo come Pci rompere quel silenzio in cui è stata lasciata la questione dalle forze politiche e dalle istituzioni e per questo cercheremo di comprendere se le incompatibilità siano tutte risolte poiché, da quanto risulta, Brenci è dipendente ASL e forse qualche problema sussiste ancora».

«Infatti è proprio la Asl il “maggiore” fornitore di risorse per le Rsa e ci chiediamo se Brenci tiferà più per far arrivare risorse all’Istituto o cercherà di realizzare più economie per il suo datore di lavoro? Per questo, chiedendo informazioni ed atti, cercheremo di capire come potrà rendere compatibile il suo impegno istituzionale con il lavoro: avrà un distacco o fruirà di altro meccanismo? Ci assicureremo infine se il suo incarico sarà esclusivamente di volontario e quindi non vi saranno costi o previsioni di rimborsi a qualsiasi titolo e, se vi sono, cercheremo di comprendere se questi graveranno sull’istituto o su altri enti. Tutto sarà fatto secondo regole e norme ma tutto dovrà e potrà essere certificato per far capire meglio non a noi ma ai cittadini come si amministrano servizi importanti come il Falusi da parte di chi governa».

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