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Sequestrati distributori abusivi di mangime per cinghiali: «E’ un reato, ed è intollerabile»

GROSSETO – Sono tre i distributori automatici di granaglie utilizzati dai cacciatori per attirare i cinghiali sequestrati recentemente dalla Polizia provinciale di Grosseto.

Uno stratagemma non consentito per attirare e cacciare comodamente gli animali, rinvenuto nel corso delle operazioni di controllo e repressione dei reati venatori.

“Ricordiamo che cacciare con questi stratagemmi, oltre ad essere eticamente sbagliato, è una condotta penalmente rilevante – spiegano il presidente Antonfrancesco Vivarelli Colonna ed il consigliere delegato Bruno Ceccherini -. Il continuo e abusivo foraggiamento dei cinghiali in determinati luoghi delle nostre campagne non è certo tollerabile”.

La Polizia provinciale di Grosseto, a seguito di indagini mirate e grazie anche alla collaborazione della vigilanza volontaria e di cacciatori che hanno cuore la legalità in ambito venatorio, è riuscita nelle ultime settimane ad individuare i distributori abusivi ben nascosti e situati in aree di difficile accesso. Sono stati identificare anche due cacciatori, appartenenti a due distinte squadre di caccia al cinghiale, che si occupavano della manutenzione e della ricarica delle apparecchiature.

Il foraggiamento abusivo dei cinghiali, oltre ad essere sanzionato amministrativamente dalla Regione Toscana, dalla fine dell’anno 2015 riveste anche rilevanza penale. Per tale ragione i due cacciatori identificati, uno nella zona del Monte Argentario, l’altro nelle campagne di Scansano, oltre ad essere stati verbalizzati con una sanzione pecuniaria amministrativa, sono stati denunciati alla Procura della Repubblica di Grosseto.

I tre distributori automatici di mangime perfettamente funzionanti, due riconducibili ai soggetti denunciati, l’altro ad ignoti, sono stati posti sotto sequestro penale e messi a disposizione dell’autorità giudiziaria.

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