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Tari, Lolini chiede tariffe differenti tra agriturismi e alberghi

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GROSSETO – “Differenziare le disposizioni di legge in materia di Tari tra agriturismi e alberghi”. Lo chiede la Lega con un ordine del giorno che vede come primo firmatario l’onorevole Mario Lolini, vicepresidente della Commissione agricoltura della Camera dei Deputati.

“Molti comuni – sostiene Lolini – come già avvenuto con la Tarsu e con la Tares, sono soliti equiparare l’attività agrituristica a quella turistico-alberghiera applicando agli agriturismi le stesse tariffe relative allo smaltimento dei rifiuti solidi urbani applicate alle strutture di ricezione turistico alberghiera, questo considerando le categorie omogenee”. Lolini, però, dissente e per questo ha deciso di essere il primo firmatario dell’ordine del giorno.

“La differenza fondamentale – spiega l’onorevole- riguarda la qualità del servizio prestato dai comuni. Mentre gli alberghi usufruiscono di un servizio puntuale di raccolta localizzato in prossimità delle stesse strutture alberghiere, viceversa per quanto concerne gli agriturismi, ubicati necessariamente fuori dal perimetro urbano, la raccolta avviene, il più delle volte, nel primo punto di raccolta utile”. Lolini ricorda anche come la normativa relativa alla Tares ed alla Tarsu preveda la possibilità, da parte dei comuni, di sconti fino al 40 per cento nei casi in cui non sia effettuata la raccolta dei rifiuti solidi urbani interni ed equiparati. “Spesso però – sostiene Lolini- questa possibilità non è stata utilizzata”.

L’onorevole leghista ricorda anche come la giurisprudenza del Consiglio di Stato sia favorevole ad una differenziazione in favore degli agriturismi. “Il tribunale amministrativo – aggiunge Lolini- ritiene necessaria una classificazione autonoma, con apposite sotto-categorie, proporzionata alla connotazione specifica dell’attività e all’effettiva capacità di produzione, per quantità e qualità”. Da qui la richiesta di estendere quanto contenuto dalla Legga 147/2013 anche ai fabbricati rurali destinati ad agriturismo.

“Una misura – conclude l’onorevole – che avrebbe un forte impatto nel tessuto economico della provincia di Grosseto che fa delle strutture agrituristiche un volano importante delle attività rurali”.

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