Il Giunco.net - Notizie in tempo reale, news in Maremma di cronaca, politica, economia, sport, cultura, spettacolo, eventi ...

Appello delle aziende: «Sull’Albegna servono interventi rapidi a monte»

ORBETELLO – “È arrivato il momento di realizzare le opere di regimazione a monte necessarie per ridurre l’impeto della piena del fiume Albegna e di dare impulso a quelle già previste nell’accordo tra Regione Toscana, RFI e Anas per scongiurare l’esondazione del fiume che avrebbe effetti devastanti già visti nel corso della tragica alluvione del 2012”. Arriva dal responsabile dello stabilimento di Conserve Italia ad Albinia, Dario Santi, un forte appello alle Istituzioni affinché intervengano in maniera tempestiva ed efficace per risolvere un grave problema che il 17 novembre scorso, a seguito delle intense piogge, ha rischiato di fare rivivere il dramma di 7 anni prima, quando la stessa fabbrica di pomodoro dei marchi Valfrutta e Cirio andò quasi completamente distrutta.

“Le piogge dell’ultimo mese – spiega Santi – hanno reso evidente quanto le opere fino ad oggi effettuate siano sì funzionali, ma ampiamente insufficienti a contenere fenomeni come quello del 2012, pertanto è urgente ripensare agli interventi da fare  e comunque avviare quanto prima la regimazione a monte delle acque dell’Albegna e tutte le opere già previste dall’accordo tra Regione Toscana, RFI e Anas: ampliamento del ponte ferrovia da parte di RFI, ampliamento del ponte sulla statale Aurelia da parte di Anas, realizzazione del canale scolmatore sul lato destro del fiume fino a mare da parte della Regione Toscana”.

Analizzando quanto accaduto il 17 novembre, è emerso come il tempo di discesa impetuosa dell’acqua dalla collina fino a valle (dal ponte di Montemerano al ponte di Marsiliana) sia stato di circa 30 minuti inferiore al passato, facendo superare i livelli di guardia (8,50 metri) a fronte di piogge decisamente inferiori a quelle del 2012.

“Le opere di contenimento realizzate dopo il disastro del 2012, quali l’argine remoto costruito a sinistra del fiume ed il ripristino della sezione dell’alveo, hanno consentito al flusso di piena di essere contenuto a fatica – continua Dario Santi –. L’ondata di piena è stata così importante da saturare completamente le luci di passaggio del ponte della ferrovia e del ponte della statale Aurelia, entrambi situati in prossimità della foce del fiume.  Il deflusso rallentato dai ponti ha provocato l’innalzamento del livello delle acque fino a meno di 50 cm dal superamento degli argini in prossimità dell’abitato, mettendo così in grave pericolo la comunità di Albinia e l’intera area industriale in cui sorge lo stabilimento di Conserve Italia”.

Commenti

L'email è richiesta ma non verrà mostrata ai visitatori. Il contenuto di questo commento esprime il pensiero dell'autore e non rappresenta la linea editoriale di Il Giunco.net, che rimane autonoma e indipendente. I messaggi inclusi nei commenti non sono testi giornalistici, ma post inviati dai singoli lettori che possono essere automaticamente pubblicati senza filtro preventivo. I commenti che includano uno o più link a siti esterni verranno rimossi in automatico dal sistema.