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Riapre la strada sul Bruna, ma per 20 famiglie l’odissea continua. «Siamo isolati ogni volta che piove» fotogallery

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GAVORRANO – Parlare di maltempo in questa settimana è all’ordine del giorno del nostro giornale. Affrontare le emergenze insieme ai lettori ed informare i cittadini in tempo reale su quello che accade nel territorio è il nostro obiettivo primario in questi giorni di emergenza di meteo straordinario.

Ieri sera vi abbiamo informato sulla chiusura di una piccola stradina comunale di Gavorrano a causa dell’esondazione del fiume Bruna, che nel comune di Gavorrano attraversa una stradina di piccole dimensioni, ma che porta a numerosi poderi nella zona e provoca altrettanti disagi.

Stamattina intanto la strada è stato riaperta.

Alcuni residenti della zona ci hanno contattato raccontandoci di un’odissea burocratica che ormai dura da oltre un decennio, inviandoci anche una documentazione fotografica (vedi fotogallery), perché, per allagare la strada in questione, che attraversa il corso del Bruna e porta a una una ventina tra abitazioni e aziende agricole ed agrituristiche, non è necessaria un’ondata di maltempo straordinaria come in questi giorni, ma basta molto meno ed è così facile restare isolati.

Ogni volta che piove con una certa intensità, quella strada, in prossimità dell’Alborellaia in direzione Montepozzali, per intendersi, rimane inaccessibile, isolando di fatto l’intera zona. Chi passa sopra il guado rischia di essere trascinato fuori strada dalla forza del corso d’acqua. Più di una volta negli ultimi anni è accaduto proprio così, fortunatamente senza gravi conseguenze per le persone coinvolte.

Non si può passare per quella strada quando il Bruna esonda, chi ci abita lo sa bene e nemmeno ci prova.

In particolare, il modesto ponticello sul fiume Bruna, che rende possibile l’accesso alle strutture turistiche, aziende agricole e alle abitazioni dei residenti dalla strada provinciale 31 di Ribolla, viene regolarmente sovrastato dalle acque impetuose che si formano in occasione di piogge abbondanti, impedendo di fatto il transito di uomini e mezzi di ogni genere e isolando gli abitanti della zona, anche con possibili e gravi conseguenze in caso di emergenze sanitarie.

Il fatto si ripete più volte durante l’anno. Accedendo in auto a questi luoghi nel corso di precipitazioni atmosferiche, ci si imbatte improvvisamente in un fiume in piena che sovrasta il ponte, con rischi facilmente immaginabili per l’incolumità delle persone, data anche la mancanza di segnaletica di pericolo e strumenti di protezione.

I problemi sono due: la mancanza di pulizia del corso del fiume che provoca l’ostruzione del passaggio sotto la strada e soprattutto il semplice fatto che in quel punto è necessario un vero e proprio ponte. Nemmeno un’opera architettonica importante, basterebbe un metro, forse due, di innalzamento della strada per far defluire le acque. Una richiesta ormai diventata una necessità primaria, che i residenti avanzano da tanti anni. Dal comando dei vigili del fuoco di Follonica all’amministrazione provinciale, dalla Protezione Civile al Consorzio bonifica, dai sindaci di Gavorrano e Massa Marittima fino alla Procura di Grosseto, i residenti hanno bussato a tutte le porte competenti. Senza risultati. In caso di inondazione, il Comune provvede a chiudere la strada in questione e invita gli abitanti a passare da un’altra parte.

Esiste in realtà un secondo accesso, una strada sterrata di campagna che passa dal lago dell’Accesa, ma che è altrettanto pericolosa, piena di buche profonde che ad un certo punto incontra un ponte instabile e fatiscente, un pericolo soprattutto di sera e nelle giornate di pioggia. Senza considerare che ci vuole il quadruplo del tempo per percorrerla.

Fortunatamente in tutti questi anni non c’è mai stata un’emergenza sanitaria perché un’ambulanza in queste condizioni non passerebbe né da una parte né dall’altra.

Quello che si chiedono i residenti è, cosa deve succedere prima che venga effettuato un intervento risolutivo sulla strada in questione?

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