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Progetto Senzuno, opposizione: «Benini e Pecorini citano cifre diverse, ma senza vendita di beni non ci sono soldi»

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FOLLONICA – «Sul tanto decantato “progetto Senzuno” e sulle sue coperture, ancora una volta i nostri amministratori citano cifre diverse l’uno dall’altro» affermano i gruppi consiliari di minoranza e la coalizione di centrodestra a sostegno di Massimo Di Giacinto. «Andrea Pecorini e Andrea Benini si sbugiardano a vicenda sui numeri: a maggio 2019, in piena campagna elettorale, Benini dichiarò alla stampa che per Senzuno erano già stati stanziati 500mila euro (dei quali non c’è traccia nel bilancio comunale) soltanto per la progettazione dell’opera e se consideriamo che il costo di progettazione vale un decimo del costo complessivo di riqualificazione sarebbero necessari circa 5 milioni di euro».

«Pecorini invece alla commissione consiliare del 14 novembre, a differenza di quanto detto dal sindaco Benini, oltre ad ammettere che per Senzuno non è stato fatto niente, afferma che l’intero progetto per riqualificare il quartiere vale un milione di euro di cui circa 200mila per la sola progettazione. Insomma, Pecorini e Benini, le raccontando talmente grosse che non si ricordano nemmeno cosa detto la volta prima».

«In difficoltà dopo la pubblicazione dei dati reali, soprattutto per i mancati introiti del piano delle alienazioni, Pecorini si arrampica sugli specchi citando un limitato numero di interventi ma che, di fatto, sono opere di manutenzione ordinaria – prosegue l’opposizione -. Ci mancherebbe altro non fossero stati fatti. Si dimentica appositamente di dire che i finanziamenti ci sono solo se viene venduto qualcosa del patrimonio comunale. E siccome nel 2019 non è stato venduto niente poiché, tra l’altro, buona parte dei terreni alienabili non interessa ai follonichesi, va detto chiaramente una volta per tutte, che ogni intervento coperto con questa modalità semplicemente è una balla».

«Il richiamo, poi, agli anni vissuti a Senzuno sia garanzia che tutti gli altri non dicono la verità né che abbiamo interesse per il quartiere è un falso. Anzi, la sensazione è che a Pecorini resti soltanto ​la carta del “cuore” ​perché di fatti non ce ne saranno nel medio lungo periodo. Usare i sentimenti per prendere in giro la gente è quanto di peggio si possa fare, tanto in politica come nella vita. Sono passati sei mesi che si aggiungono ai cinque anni della passata legislatura e ai 50 anni di governo rosso ed in sei mesi, se c’è la volontà, potevano essere fatte tante cose (naturalmente se ci sono i soldi) . Ma, come sempre detto, non ci sono le coperture quindi quanto sbandierato era ed è solo bugia elettorale. Tutte le balle che Pecorini dice denotano, infine, scarsa stima nei confronti degli elettori che l’unica cosa che sentono sono parole e promesse di volta in volta rimandate».

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