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Odontoiatria in Maremma tra nuovi bisogni e prospettive: professionisti a confronto

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GROSSETO – Sarà l’occasione per fare il punto su progetti e prospettive dell’Odontoiatria della Asl Toscana sud est in provincia di Grosseto, il convegno che si terrà giovedì 21 novembre, presso la sede dell’Ordine dei Medici Chirurghi e Odontoiatri della provincia di Grosseto.

All’evento, oltre alla direzione aziendale Asl e a quella di presidio, parteciperanno specialisti dell’Odontoiatria di Grosseto e delle altre aziende sanitarie toscane per confrontarsi sull’offerta assistenziale odontoiatrica.

In particolare gli interventi di Alessandra Romagnoli, direttore Uosd Odontoiatria, e Gianni Falorni, odontoiatra del Misericordia, Irene Cirronis, igienista dentale, e Stefano Cappuccini, coordinatore infermieristico dell’area grossetana, si focalizzeranno sui percorsi assistenziali ospedale – territorio e sulla presa in cura di soggetti con particolari bisogni sanitari.

“Special needs, così vengono chiamati i bisogni di salute di particolari categorie di pazienti che si distinguono per vulnerabilità sanitaria, ovvero pazienti che presentano disabilità e sono non collaboranti, cardiopatici, malati oncologici, dializzati e trapiantati – spiega Romagnoli – Queste persone necessitano di percorsi di tutela speciali che partano dal territorio, con la collaborazione dei medici di medicina generale e degli odontoiatri di libera professione e che arrivino a essere presi in cura dall’Odontoiatria ospedaliera quale centro di riferimento con risorse professionali e strumentazione adeguati al trattamento di questi casi specifici”.

Si parlerà anche del progetto Pass (Percorsi assistenziali per i soggetti con bisogni speciali) della Regione Toscana, già adottato dalla Sud Est.

“Il progetto Pass si rivolge soprattutto alle persone con disabilità che spesso non si fanno toccare o avvicinare, per cui risulta difficile curarle. L’obiettivo è quello di garantire l’equità di accesso ai servizi non solo odontoiatrici, ma per una presa in carico multidisciplinare – conclude Romagnoli –. Al Misericordia, nel percorso speciale le persone non collaboranti vengono trattate tramite un facilitatore e un team di professionisti tra cui un anestesista, procede con l’effettuazione di visite e controlli necessari. Grazie al progetto, questi pazienti avranno una risposta personalizzata e di qualità, con specifici accorgimenti e personale con adeguate formazione e competenze”.

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