Il Giunco.net - Notizie in tempo reale, news in Maremma di cronaca, politica, economia, sport, cultura, spettacolo, eventi ...

Una strada per il maresciallo che salvò i maremmani dall’orrore della Guerra

Più informazioni su

MANCIANO – L’amministrazione comunale di Manciano e le autorità sono volate a Nardò, in provincia di Lecce, in Puglia per commemorare la figura di Luigi Zacchino e per presenziare l’intitolazione di una strada nella sua città natale. Maresciallo dei Carabinieri prima di Montiano e poi di Manciano dal 1943 al 1951, Luigi Zacchino è stata una figura fondamentale per questo territorio durante la Seconda guerra mondiale e nell’immediato dopo guerra.

Luigi Zacchino, infatti, stette sempre dalla parte dei renitenti alla leva della Repubblica sociale italiana e dei gruppi partigiani, informandoli di possibili rastrellamenti dei tedeschi. Metteva fiocchi alle finestre o indicava con i segnali possibili agguati da parte del nemico, salvando così tanti mancianesi dall’orrore della guerra. Zacchino fu molto vicino alla Banda Arancio di Montauto che lottava per la liberazione nella Maremma tosco-laziale e proprio sua nipote Virginia porta il nome della moglie del capitano della banda, Arancio Santi. Presente alla commemorazione anche la figlia di Zacchino, Gianna Rosa, nata a Manciano, proprio all’interno dell’attuale caserma dei Carabinieri.

“Classe 1905 – scrivono di lui – Zacchino comandò la stazione dei Reali Carabinieri di Manciano nel periodo cruciale della caduta del fascismo. Uno straccio rosso avvolto alla persiana della sua caserma era il segnale che utilizzava per avvisare del pericolo. Uno degli aneddoti più commoventi con cui è ricordato in Toscana è datato ottobre 1943: venuto a conoscenza delle intenzioni dei fascisti di arrestare Sante Arancio, comandante del primo gruppo partigiano della zona, riuscì ad avvertirlo consentendogli di mettersi in salvo con la famiglia. Disattendendo gli ordini e sordo alle minacce del prefetto fascista Alceo Ercolani che sollecitava arresti dei giovani renitenti alla leva, assicurò rifornimenti alimentari e munizioni alle formazioni partigiane della zona. Successivamente si occupò del fermo e degli interrogatori di un centinaio di fascisti, contribuendo all’accertamento delle responsabilità di diverse azioni repressive”.

“Siamo emozionati. Quella di oggi è una giornata tanto importante per Nardò e allo stesso tempo per i mancianesi – parla l’assessore alle politiche sociali del Comune di Manciano, Valeria Bruni -. Siamo felici di essere presenti a Nardò insieme a Erika Terzini della Municipale di Manciano e al maresciallo dei carabinieri di Manciano Giovanni Scotto e a tutte le istituzioni pugliesi, per ricordare una figura così importante, tanto cara a tutti i mancianesi. I chilometri ci separano da Luigi Zacchino ma la memoria mantiene vivo questo legame, indissolubile. Grazie maresciallo Luigi per ciò che hai fatto per noi”. “Desidero ringraziare tutti coloro che con fattiva collaborazione hanno permesso la realizzazione di questo evento per ricordare la figura di mio padre”, queste le parole di Gianna Rosa Zacchino.

Più informazioni su

Commenti

L'email è richiesta ma non verrà mostrata ai visitatori. Il contenuto di questo commento esprime il pensiero dell'autore e non rappresenta la linea editoriale di Il Giunco.net, che rimane autonoma e indipendente. I messaggi inclusi nei commenti non sono testi giornalistici, ma post inviati dai singoli lettori che possono essere automaticamente pubblicati senza filtro preventivo. I commenti che includano uno o più link a siti esterni verranno rimossi in automatico dal sistema.