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Chicche di Maremma: il mistero di Pia de’ Tolomei, morta a Castel di Pietra

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GROSSETO – “Deh, quando tu sarai tornato al mondo, e riposato de la lunga via, seguitò ‘l terzo spirito al secondo, ricorditi di me, che son la Pia; Siena mi fé, disfecemi Maremma: salsi colui che ‘nnanellata pria disposando m’avea con la sua gemma.

Nel canto V del Purgatorio, nella seconda balza dell’Antipurgatorio, dove attendono le anime negligenti dei morti di morte violenta, Dante incontra Pia. E’ una donna dolce, che inizia a scambiare qualche parola con il pellegrino dell’aldilà chiedendogli di ricordarsi di lei una volta tornato sulla terra: “Ebbene, quando sarai tornato sulla terra, e ti sarai riposato del lungo viaggio, ricordati di me, che sono la Pia; sono nata Siena, morii in Maremma: lo sa bene colui che sposandomi mi aveva cinto il dito con il suo anello”. In poche battute Pia dà importanti informazioni a Dante, sul luogo dove nacque, Siena, e quello in cui morì, la Maremma. Infine, nelle sue ultime parole, presenta il marito come il suo assassino.

Ma chi è Pia? Ormai è quasi universalmente accettato che si tratti di Pia de’ Tolomei, nata a Siena e arrivata in Maremma perché andata in sposa a Nello dei Pannocchieschi, podestà di Volterra e Lucca e signore del Castel di Pietra, nelle campagne gavorranesi, dove nel 1297, avrebbe fatto assassinare Pia, facendola gettare da una finestra dopo averla rinchiusa per un po’ di tempo nel suo castello. Un alone di mistero avvolge anche le motivazioni che avrebbero spinto Nello ad uccidere Pia. C’è chi dice che lo abbia fatto per gelosia, per una presunta infedeltà di lei, e chi sostiene che l’abbia ammazzata per liberarsi di lei. Infatti, quel che è certo è che Nello sposò Margherita Aldobrandeschi, contessa di Sovana e Pitigliano, dalla quale ebbe anche un figlio, Binduccio o Bindoccio, che morì a tredici anni per mano di sicari della famiglia Orsini, che lo buttarono in un pozzo Massa Marittima. Sulle prime nozze di Nello, che la maggior parte degli storici vogliono celebrate con Pia de’ Tolomei, invece, non ci sono documenti.

Ma il mistero di Pia si infittisce: infatti, stando alle testimonianze del tempo, durante il XIII secolo nella famiglia Tolomei non sarebbe esistita nessuna figlia o nipote che si chiamasse Pia. Un Tolomei, però, sposò una Pia della famiglia Malavolti. Sembra che questo matrimonio non durò molto a causa dei numerosi amanti che la donna avrebbe avuto. Così il Tolomei decise di farla sparire affidando l’incarico a Nello. Pia fu per questo portata in Maremma dove morì, probabilmente uccisa. Un’altra ipotesi vuole Pia nata Malvolti e diventata Tolomei sposandosi con Baldo d’Aldobrandino. Secondo questa ipotesi, Nello accettò di “rapire” e far sparire Pia perché accusata di adulterio dal marito.

Pia de’ Tolomei è la protagonista di numerosi libri, film, canzoni. Le diverse opere raccontano storie differenti sia sulla sua fedeltà coniugale (realmente infedele oppure falsamente accusata), sia sulla sua morte (morta di stenti, oppure gettata dal marito giù dal balcone o accidentalmente caduta).

La tradizione maremmana vuole Pia uccisa da Nello. Infatti, il dirupo sottostante al Castello di Pietra, oggi oggetto di scavi archeologici, è chiamato “Salto della Contessa”. Ogni seconda domenica di agosto, a Gavorrano si rievoca la storia di Pia de’ Tolomei. Il paese si divide in due contrade: il centro storico, che identifica la contrada dei Pannocchieschi, contraddistinta dai colori oro e rosso, e la parte nuova della cittadina, che appartiene alla contrada dei Tolomei, caratterizzata dai colori azzurro e argento. Circa un centinaio di figuranti sfilano in corteo storico vestiti con costumi medievali tra le vie del borgo. Il corteo culmina con la rappresentazione teatrale della storia di Pia, al termine della quale la sfortunata viene trascinata da due guardie verso la torre più alta di Gavorrano e, da lì, gettata nel vuoto.

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