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Fabrizio Rossi: «Con la caduta del Muro di Berlino l’Europa è rinata»

GROSSETO – “Sembrava ieri, – dice Fabrizio Rossi, portavoce provinciale di FDI – ma sono già passati trenta anni, da quando il 9 novembre del 1989 cadeva definitivamente il Muro di Berlino. 15 anni fa, in occasione di un altro 9 novembre, da consigliere di circoscrizione scrissi e feci affiggere all’esterno della sede del quartiere Pace, in via unione sovietica, una targa ricordo dell’evento e delle vittime che il comunismo sovietico aveva causato nei decenni”.

“Il 9 novembre è una data simbolo stabilita per legge, – commenta Fabrizio Rossi – per ricordare la caduta del Muro e la liberazione dall’oppressione comunista di una buona parte dell’Europa, ma purtroppo, come anche ha rilevato la nostra leader Giorgia Meloni, sia nelle scuole, sia nelle istituzioni poco o nulla si dice al riguardo”.

“Noi di Fratelli d’Italia, – prosegue il portavoce provinciale – invece vogliamo ricordare a tutti che con la caduta del Muro di Berlino, è come se l’Europa fosse rinata. Difatti se oggi vogliamo un’Europa libera, un’Europa che sia in grado di difendere le proprie radici e la propria identità, non possiamo prescindere da quanto è accaduto 30 anni fa”.

“Dobbiamo mantenere ben impresso nella memoria di tutti, – continua l’esponente di FDI – che se il Muro è caduto e l’Europa è rinata, questo è stato possibile grazie a dei momenti storici importanti come la rivolta di Budapest del 1956, per passare poi dalla Primavera di Praga del 1968, e arrivare ai cantieri di Danzica dove nacque Solidarnosc, per concludersi con le parole e i gesti di Papa Giovanni Paolo II”.

“Il nostro partito, – dice Rossi – tramite i nostri parlamentari ha presentato una risoluzione affinché nelle scuole venga rispettata questa disposizione di Legge che obbliga gli istituti a ricordare il 9 novembre, giorno della caduta del Muro di Berlino, ma nella sua risoluzione il Pd ha volutamente cancellato la parola “comunismo”, che era e resta un’ideologia dittatoriale che ha portato disastri e sopraffazione. Si vergognano del loro passato?”.

“Non è un caso, – conclude Fabrizio Rossi – che oggi siano proprio le nazioni che hanno subito più da vicino quell’oppressione comunista, tra quelle che manifestano oggi una certa resistenza verso l’unione europea, ma non dobbiamo dimenticare che sono proprio quelle nazioni che nel 1989 hanno festeggiato e ballato felici sopra le macerie del Muro di Berlino perché finalmente avevano ottenuto la libertà dal comunismo. Questi sono i veri europeisti”.

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