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Biogas e miasmi in città, De Martis: «Il sindaco faccia chiarezza»

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GROSSETO -“Era il 18 marzo di quest’anno quando il Consiglio comunale, all’unanimità, approvando una proposta del centrosinistra, impegnava il sindaco e la giunta a verificare, presso gli enti competenti, il rispetto delle prescrizioni stabilite in sede di autorizzazione degli impianti a biogas, e ad adottare ogni conseguente provvedimento allorché risultasse la violazione, anche parziale, di tali prescrizioni, con particolare riferimento all’adozione di tutte le misure necessarie a prevenire disturbi legati a eventuali maleodoranze”. Lo scrive, in una nota, Carlo De Martis, capogruppo Lista Mascagni sindaco nel Consiglio comunale di Grosseto.

“Ebbene, ormai da otto mesi attendiamo di conoscere cosa sia stato compiuto dall’amministrazione comunale, e per questo ho presentato una dettagliata interrogazione ed una richiesta di accesso agli atti per avere finalmente contezza delle verifiche eseguite, degli esiti delle stesse e, non ultimo, della documentazione prodotta dalle imprese che conducono gli impianti a biogas di modo da conoscere, in particolare, la ‘qualità’ del digestato prodotto e smaltito sui terreni agricoli. Questioni, peraltro, già sottoposte al sindaco con una precedente interrogazione e sulle quali, però, il primo cittadino aveva inspiegabilmente glissato. Sia chiaro – continua De Martis -, la materia è complessa così come sono complesse responsabilità e competenze, tanto è vero che Regione Toscana, Comune di Grosseto, Arpat e Azienda Usl hanno costituito un tavolo tecnico che sta lavorando congiuntamente, e la Regione ha avviato l’iter per l’emanazione di una normativa ad hoc, volta a individuare modalità di esercizio ecosostenibili per gli impianti a biogas”.

“Ma è altrettanto vero – prosegue il consigliere – che di quel tavolo il primo e diretto referente dei cittadini grossetani è il sindaco, il quale, prima di ogni altra cosa, ha il dovere di fornire alla popolazione un’informazione tempestiva, esaustiva e corretta, senza bisogno che debbano attendersi le doverose sollecitazioni dei comitati ambientalisti o le interrogazioni di un consigliere di minoranza. E possibilmente senza liquidare la questione raccontandoci, come accaduto di recente, che il fetore che invade la città è semplice concime. O addirittura, facendo figli e figliastri, raccogliendo il malumore dell’organizzazione di categoria che rappresenta i gestori degli impianti a biogas (organizzazione della quale, tra l’altro, il sindaco è stato presidente) e, trasformatosi in avvocato d’ufficio di quelle imprese, minacciando di azioni legali i cittadini che, ormai comprensibilmente stremati da una situazione dalla quale non si vede via d’uscita, osano manifestare il proprio disagio, la propria arrabbiatura e, non ultimo, la propria preoccupazione”.

“D’altronde, appena qualche mese fa, la stessa Unità funzione igiene pubblica dell’Azienda Usl – premesso di non avere “evidenze documentali di episodi di malessere o danni alla salute a carico di cittadini”, e tuttavia non escludendo che alcuni possano essersi “rivolti ad altre strutture sanitarie in seguito a malore da cattivi odori” – scriveva al sindaco sollecitandolo, “in qualità di autorità sanitaria locale, ad adottare i necessari provvedimenti di competenza atti ad impedire il manifestarsi o il perdurare degli inconvenienti”. Questo lo si legge in una nota che il sindaco, tuttavia, si risolveva a divulgare solo dietro le sollecitazioni del sottoscritto consigliere durante una commissione consiliare. La materia, come si vede, è complessa e delicata, ed è quantomai doveroso non alimentare ingiustificati allarmismi. Tutti gli attori interessati, a cominciare dall’amministrazione comunale, hanno pertanto il dovere non solo di compiere al meglio quanto è nelle loro competenze, ma anche di informare i cittadini con tempestività, trasparenza e senza infingimenti. Per questo è apprezzabile la proposta di Confagricoltura di partecipare ad un confronto pubblico. Ma per questo – conclude Carlo De Martis -, soprattutto, confido che il sindaco voglia fornire quanto prima una risposta all’interrogazione che ho presentato, consentendo ai cittadini di conoscere, in modo finalmente chiaro ed esaustivo, il reale stato delle cose”.

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