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In Maremma cala anche la popolazione e scende sotto i 222 mila abitanti. Pochi giovani, 23 mila sono gli stranieri. TUTTI I NUMERI

GROSSETO – A fine 2018, i residenti in Italia ammontano a 60,3 milioni, cifra inferiore di oltre 120 mila unità rispetto all’anno precedente, per una diminuzione relativa dello 0,21%. Un declino, quello demografico, che dal 2015 ad oggi ha prodotto 400 mila unità in meno; come se in un solo quadriennio, fosse scomparsa una città come Bologna. In Toscana, territorio in cui risiedono oltre 3,7 milioni di persone, la variazione tendenziale è negativa (-0,20%, pari a -7.300 unità).

La popolazione residente nella provincia di Grosseto (222 mila abitanti, -0,25%) cala meno che in passato, evidenziando almeno una temporaneo rallentamento in termini di perdita di residenti. Si annotano variazioni tendenziali negative in tre SEL (Sistemi Economici Locali) provinciali su quattro, giacché l’Area Grossetana mette a segno un lieve ma significativo incremento (+0,12%).

Residenti al 31/12/2018 per sesso e variazioni tendenziali

Territorio

31/12/2017

31/12/2018

Saldo

Variazione %

Totale

Maschi

Femmine

Totale

Grosseto

222.175

106.993

114.636

221.629

-546

-0,25

Toscana

3.736.968

1.800.741

1.928.900

3.729.641

-7.327

-0,20

Italia

60.483.973

29.384.766

30.974.780

60.359.546

-124.427

-0,21

Elaborazione Centro Studi e Servizi CCIAA Maremma e Tirreno su dati ISTAT

Il saldo naturale è risultato negativo per l’intera provincia (-1.390 unità), così come per ogni singolo comune. Il risultante tasso di crescita naturale (-6,26‰) resta fra i più bassi in Toscana, la cui media si assesta sul -4,98‰ ed è lontanissimo da quello italiano (-3,20‰). Il saldo migratorio totale è positivo (+844 unità) ed in crescita rispetto al 2017. Il relativo tasso è pari al +3,80‰, valore da confrontarsi col +3,01‰ regionale e col +1,14‰ nazionale.

Il saldo migratorio non è stato tuttavia in grado di colmare il gap di popolazione creato dal saldo naturale. La somma algebrica delle due componenti (o tasso di crescita totale) fa registrare un valore pari a -2,46‰ per la provincia di Grosseto, valore peggiore di quelli regionale (-1,96‰) e nazionale (-2,06‰). In estrema sintesi, la pur esistente attrazione esercitata verso coloro che provengono da altri comuni o dall’estero è più che annullata da un saldo naturale di dimensioni preoccupanti.

Il 2018 si è però distinto rispetto all’anno precedente, non solo per un miglioramento del tasso di crescita naturale ma anche per un discreto irrobustimento del tasso di crescita migratorio.

Com’è noto, nel Paese le nascite continuano a diminuire in modo preoccupante, facendo registrare il minimo storico dall’Unità d’Italia. Le nascite grossetane, dopo ben 12 anni di rinnovata diminuzione, fanno registrare una “ripresina” rispetto all’anno precedente. Il tasso di natalità maremmano (6,12‰), pur estremamente contenuto, migliora dunque rispetto all’immediato passato, pur restando inferiore a quelli dei territori di confronto. Parimenti distante dalla media regionale (11,64‰) e nazionale (10,48‰) è il tasso di mortalità (12,59‰) che risulta in lieve diminuzione nel confronto con l’anno precedente.

A fine 2018 gli stranieri residenti in Italia ammontano a più di 5,2 milioni e rappresentano l’8,7% del totale della popolazione presente sul suolo nazionale. Rispetto all’anno precedente se ne rileva un incremento assoluto di oltre 100 mila unità, ossia il 2,2% in termini relativi. In Toscana si contano 417 mila residenti con passaporto estero, quasi 9 mila in più dell’anno precedente, per una variazione percentuale identica a quella nazionale; essi incidono sulla popolazione totale per oltre l’11%. Grosseto ne ospita oltre 23 mila (10,6% di incidenza) e la variazione tendenziale che ha caratterizzato il 2018 è pari al 3,0%, dunque più che nei più elevati livelli territoriali.

La distribuzione per frequenze delle età della popolazione si caratterizza innanzi tutto per una scarsa presenza di under 30, evidente e preoccupante è soprattutto quella nella fascia da 0 a 10 anni, ossia la “fetta” di popolazione che consente il “primo” ricambio generazionale. Si nota poi una spiccata presenza di over 40, dato che le età maggiormente rappresentate si concentrano nel decennio che va dai 45 ai 55 anni, con un picco ai 54. Andando avanti con le età si rilevano altri due punti di picco, ovviamente inferiori al precedente, situati in corrispondenza dei nati subito prima e subito dopo la seconda guerra mondiale.

Come sintesi di quanto scritto sopra, si presentano gli indicatori demografici maggiormente atti a descrivere la struttura della popolazione locale. Da una rapida analisi emerge come a livello locale si facciano mediamente meno figli rispetto ai territori di confronto anche se il primo figlio è partorito praticamente alla stessa età in tutta Italia. Gli indici strutturali ribadiscono, nel confronto, la presenza di una popolazione più anziana: il più preoccupante è l’indice di vecchiaia, pari 243 punti, contro una media regionale di 204 ed una nazionale di 173. La maggiore presenza di anziani non significa necessariamente una vita più lunga: la speranza di vita a 65 anni così come la speranza di vita alla nascita sono entrambi in linea con la media regionale e con quella nazionale.

Alcuni indicatori demografici 2017 (in rosso) e 2018 (in blu dati stimati)

Territorio

Numero medio di figli per donna

Età media al parto

Speranza di vita per sesso

Indice di dipendenza strutturale

Indice di dipendenza anziani

Indice di vecchiaia

Età media

Maschi

Femmine

alla nascita

a 65 anni

alla nascita

a 65 anni

Grosseto

1,20

31,5

81,2

19,2

84,9

22,5

63,2

44,8

243,1

48,2

Toscana

1,29

32,1

81,5

19,7

85,6

22,7

60,8

40,8

204,6

46,8

ITALIA

1,32

31,9

80,8

19,3

85,2

22,4

56,3

35,7

173,1

45,2

Elaborazione Centro Studi e Servizi CCIAA Maremma e Tirreno su dati ISTAT

 

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