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Bocconi avvelenati per i cani: l’unità antiveleno controlla Pratoranieri

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FOLLONICA – Un controllo d’urgenza della zona di Pratoranieri contro l’abbandono di bocconi avvelenati destinati ai cani. I Carabinieri forestali e l’Amministrazione comunale di Follonica hanno concordato l’intervento dopo alcune segnalazioni. Grazie all’intervento dell’Unità cinofila antiveleno dei Carabinieri forestali, il controllo ha dato esito negativo e  nessun boccone avvelenato è stato trovato.

L’ispezione di mercoledì è  stata programmata in accordo tra il tenente colonnello Cristiano Berretta e il sindaco Andrea Benini, anche in conseguenza di varie segnalazioni effettuate da cittadini sulla sospetta presenza  di bocconi avvelenati, segnalazioni che in alcuni casi, circa 20 giorni fa, purtroppo sono risultate veritiere (dopo l’analisi effettuata dell’Istituto Zooprofilattico sperimentale del Lazio e della Toscana).

“L’attività di ispezione e bonifica inizia con l’azione del cane, che perlustra il territorio seguito dal proprio conduttore; più indietro avanzano le Unità dei Carabinieri forestali e quando il cane individua e segnala il materiale sospetto, sedendosi vicino, il personale specializzato si occupa della rimozione e delle attività conseguenti di accertamento e ricostruzione dell’accaduto, con indagini e individuazione dei responsabili” così spiegano dal Raggruppamento Carabinieri Biodiversità reparto di Follonica, e continuano “la professionalità dell’UCA è a disposizione della città, e l’unità di intenti con l’Amministrazione comunale può generare una sinergia ottimale, specialmente se strutturata e programmata, come è avvenuto per l’intervento di mercoledì 16 ottobre, che fortunatamente non ha dato esiti di ritrovamenti sospetti”.

“Il comune di Follonica ha richiesto l’intervento dei Carabinieri forestali di Follonica – dice il sindaco Andrea Benini – e ci tengo a sottolineare che il nostro territorio ha una eccellenza nazionale, l’Unità Cinofila Antiveleno, formata dai due cani  Lapa e Mora e dal suo conduttore Simona Palmieri. Il vantaggio per la nostra città e il nostro territorio è significativo in termini di azione ma soprattutto di prevenzione , proprio al fine di salvare animali sia in campagna che nelle aree urbane. Devo purtroppo ricordare che il   rischio dei bocconi avvelenati non è solo per gli animali ma anche per gli uomini, soprattutto per i più piccoli, ed è proprio per questo che è fondamentale agire sulla prevenzione, specialmente se nel territorio è presente una Unità così professionalizzata e specifica come la UCA. L’amministrazione si mette a disposizione per eseguire il necessario affinché i Carabinieri forestali possano attuare le loro modalità di intervento, fondamentali per tutti noi”.

E’ importante segnalare ai Carabinieri Forestali le situazioni di pericolo, chiamando il 112, oppure anche attraverso l’ufficio Urp, la Polizia Municipale o l’ufficio Tutela animali dell’ente, che trasferirà la segnalazione ai Carabinieri.

Le Unità cinofile antiveleno sono una sezione specifica all’interno dei Carabinieri forestali. Nate attraverso il progetto Life principalmente per tutelare gli animali  come i cani e i gatti, ci sono sei Unità Cinofile antiveleno UCA che operano in undici regioni italiane. Ciascuna UCA è composta da due cani e un conduttore e da altre due unità di personale specializzato, per un totale di 13 conduttori e 22 cani. Una di queste UCA si trova proprio nel nostro territorio, tra Follonica e Massa Marittima, e dipende dal Raggruppamento Carabinieri Biodiversità reparto di Follonica e dal Tenente Colonnello Cristiano Berretta. L’Unità Antiveleno è composta dal conduttore, l’appuntato scelto Simona Palmieri, e dai suoi due cani Lapa (pastore belga) e Mora (labrador).

Le unità cinofile UCA svolgono ispezioni di urgenza, qualora vengano segnalati bocconi o carcasse sospetti, ma anche ispezioni preventive soprattutto nelle aree a maggior rischio; esse sono in grado di individuare e rimuovere bocconi e carcasse avvelenati con qualsiasi sostanza tossica, prevenendo e minimizzando le terribili conseguenze del veleno sulla fauna ed in particolare sui cani. Centinaia sono i casi di avvelenamento registrati in Italia ogni anno, e talvolta dietro a questi atti sussistono situazioni di patologia grave, infatti questa può diventare una strage silenziosa e senza blocco. L’intervento dell’Unità Cinofila può salvare cani sia selvatici che domestici, tutelando al contempo la salute pubblica perché le sostanze tossiche sono in grado di inquinare acqua e suolo, e nelle aree urbane rappresentano un serio rischio per i bambini.

 

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