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Anche l’Amiata saluta l’uomo che gira il mondo in sella alla sua bici

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ARCIDOSSO – Janus River è arrivato ad Arcidosso. Janus è il ciclista ottantaduenne di origine russo polacca che nel 2000 è partito dall’Italia, dove lavorava, inforcando una bicicletta, per dare inizio ad una vita nuova, all’insegna della libertà e della sobrietà.

Il suo lungo itinerario che lo ha portato a toccare paesi dell’Europa, dell’Africa e dell’Asia, si è snodato poi in tutte le province italiane e la provincia di Grosseto è l’ultima che Janus sta attraversando prima di imbarcarsi, a Civitavecchia, per andare in Sud America. Janus ha scelto di esplorare anche l’Amiata e ad Arcidosso è arrivato dopo aver fatto sosta a Castel del Piano, accolto dalla vicesindaca Sabrina Melani e dalla presidente della Pro Loco Lara Banchini.

“In questi luoghi – ha detto Janus, ho avuto la migliore accoglienza. La disponibilità delle Pro Loco e delle amministrazioni comunali che mi offrono alloggio e pranzo, e soprattutto, poi, il calore e il sentimento di accoglienza affettuosa che mi viene riservata, mi danno la spinta a continuare questa esperienza che per me è una ragione di vita. Da qui mi dirigerò a Santa Fiora, poi a Roccalbegna e Semproniano e infine a Saturnia, Manciano e Albinia. Ho bisogno di poco, un pranzo e basta. Ho tre euro in tasca per le emergenze. Sono 18 anni che giro il mondo  e devo dire che ho conosciuto e sperimentato tantissime situazioni, ma in questi posti si respira una cordialità sincera poco frequente altrove”.

“Siamo davvero felici, come amministrazione di Arcidosso di poter conoscere un uomo speciale come Janus River che ha fatto della libertà il valore principale da inseguire nella vita e ha abbandonato tutto pur di mettere in pratica le sue ragioni esistenziali profonde. È per noi un onore accoglierlo”. Anche ad Arcidosso, è la Pro Loco che ha offerto a Janus vitto e alloggio: “Siamo davvero grati a Janus – commenta la presidente Pro Loco Lara Banchini – di aver voluto condividere con noi questa sua esperienza di vita. Ci arricchisce e ci premia”.

Ma Janus già col pensiero vola in Sud America dove è bene intenzionato ad approdare: “Dopo l’Amiata – dice – scendo a Albinia e vado a Roma. Spero in un saluto del Presidente della Repubblica e del Papa. Dopodichè mi imbarco a Civitavecchia con destinazione Sud America. So bene i pericoli a cui vado incontro. Laggiù non è come in Europa. Centri abitati lontani fra di loro e dunque difficoltà maggiori per me che sicuramente dormirò all’aperto e nel sacco a pelo. Poi conto di trasferirmi in Cina dove arriverò nel 2028. Avrò 92 anni. Ho già pianificato, poi, la mia ultima tappa. Sarà Bora Bora. Qui spero di chiudere il cerchio che è cominciato nel 2000, quando, senza avvertire nessuno, lasciai la mia casa di Fregene e la mia attività lavorativa di manager sportivo, per andare alle Canarie, il luogo in cui è nato il nuovo Janus sui pedali nelle strade di tutto il pianeta”.

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