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Corridoio tirrenico, Sinistra italiana: «Ok la messa in sicurezza, ma si rispetti l’ambiente»

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GROSSETO – “I soggetti più sensibili alle tematiche ambientali, al cosiddetto sviluppo sostenibile, partiti e associazioni di ogni genere, sono rimaste positivamente sorprese dalle grandi manifestazioni che nei giorni scorsi, anche nel nostro Paese, si sono svolte con l’obiettivo di sensibilizzare l’opinione pubblica verso una maggiore attenzione ai destini del nostro pianeta”. Lo scrive, in una nota, Sinistra italiana Grosseto.

“Noi crediamo che questi soggetti, su un tema storico per il nostro territorio come quello del Corridoio tirrenico, possono avere l’occasione di mettere in pratica qualcosa di innovativo e di ambientalmente ed economicamente sostenibile. La nostra idea, quella di Sinistra Italiana, ormai arcinota, è quella della messa in sicurezza sull’Aurelia. Per questo cogliamo con favore la manifestazione del 12 ottobre organizzata dai sindacati e dalle associazioni di categoria. A questo, però, ci sentiamo di dare un nostro contributo alla manifestazione. Infatti come Sinistra italiana pensiamo ad una messa in sicurezza che va ad integrarsi con un rilancio importante della linea ferroviaria tirrenica; una messa in sicurezza che non deve occupare più suolo di quello che già oggi occupa la Statale Aurelia; una messa in sicurezza che per il costo previsto è effettivamente realizzabile e non diventa l’ennesima pagina di un libro senza fine”.

“Pensiamo che l’attuale Aurelia – continua la nota – a nord di Grosseto ha bisogno esclusivamente di attente manutenzioni al manto stradale, mentre a sud di una trasformazione in una strada a 110 km orari (superstrada) senza incroci a raso, dove crediamo che in un piccolo tratto, come quello tra Albinia e Orbetello Scalo, dovrà scorrere a 90km all’ora, evitando una mega variante oscena che rischia di rinchiudere l’abitato di Albinia tra quattro mura e che costerebbe un occhio della testa, correndo il rischio di perdere ancora tanti anni. A nostro avviso insomma, per pochi km, si può andare leggermente più piano evitando così di torturare ambiente e territorio . Proprio come auspicano i milioni di giovani che in questi giorni hanno mostrato le loro preoccupazioni per il futuro”.

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