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La Maremma scende in piazza e blocca l’Aurelia: auto in fila per chiedere una strada sicura dopo 50 anni segui la diretta

GROSSETO – Tutti in piazza per il Corridoio tirrenico. Gli imprenditori maremmani, insieme ai rappresentanti dei sindacati e del mondo del lavoro, sono pronti a bloccare l’Aurelia. Lo faranno sabato 12 ottobre quando, come confermato oggi da Riccardo Breda, presidente dalla Camera di Commercio della Maremma e del Tirreno che coordina l’iniziativa,  auto, camion, trattori, sfileranno in corteo da Rispescia fino al Maremà passando attraverso la città di Grosseto. Un modo “rumoroso” per  ribadire il volere di un’intera provincia, che chiede a gran voce, ormai da 50 anni, che l’Aurelia venga adeguata e venga costruito il Corridoio tirrenico. Una manifestazione aperta a tutti che ha ottenuto l’adesione di Legambiente e della associazione dei familiari delle vittime della strada.

«La priorità di questa provincia sono le infrastrutture – ribadisce il presidente della Camera di commercio Riccardo Breda – abbiamo provato a farci ascoltare dal Governo, ma le risposte che cercavamo non sono mai arrivate, e allora questo tavolo, quello di “Sì Grosseto va avanti” ha scelto di scendere in piazza per le infrastrutture, che sono un diritto di questa provincia, delle imprese e dei cittadini». A fianco della Camera di commercio, come ormai da mesi, 15 tra associazioni di categoria e sindacati dei lavoratori. Ha scelto di aderire anche Legambiente, come anche l’associazione familiari vittime della strada e la Camera di commercio di Livorno.

«In 55 anni è la prima volta che scendiamo in piazza tutti assieme – prosegue Breda -. È un intero territorio che manifesta. Spero che, attraverso il sindaco di Roccastrada, Francesco Limatola, che oggi è qui presente con noi, si riesca a coinvolgere anche gli altri sindaci del territorio. Se non verremo ascoltati torneremo a protestare, magari questa olta con un corteo a passo d’uomo da Grosseto sud a Capalbio, che poi è il tratto che dovrebbe essere adeguato».

Breda parla chiaro: «La prospettiva della riproposizione del dilemma autostrada sì autostrada no non ci piace: il territorio aveva trovato un accordo sulla messa in sicurezza della quattro corsie, il progetto anas (e non quello sat); su quello vogliamo arrivare alla chiusura della conferenza dei servizi e trovare le risorse. Non deve essere chiusa, perché l’iter ripartirebbe da capo e si allungherebbero i tempi». Un progetto, quello Anas, dal costo totale di 600 milioni (30% in meno di quello Sat), 300 dei quali erano stati stanziati già dal ministro Del Rio «Si i 300 milioni c’erano – ricorda Breda – ci era stato confermato. Ma visto che il progetto non andava avanti sono stati spostati su altre priorità. Ma se si vuole i soldi si trovano».



Tutti sono concordi nel ribadire che non si deve perdere questa opportunità e che non dobbiamo lasciare che venga chiusa la conferenza dei servizi perché si ripartirebbe da zero. E invece il progetto già c’è. «Se viene dato il via all’iter la conferenza potrebbe chiudersi ad anno nnuovo, poi partirebbe la progettazione».

I dettagli della manifestazione  – Alle 10 i manifestanti si ritroveranno nella zona dell’ex Enaoli a Rispescia. Da lì partirà il corteo che passando per l’Aurelia arriverà fino a Grosseto sud per poi raggiungere attraverso la città il parcheggio del centro commerciale Maremà. Alle 11 è atteso l’arrivo del corteo e la protesta. 

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