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Sicurezza idrogeologica e turismo fluviale: 35 mila euro a Scarlino dalla Regione

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SCARLINO – Il Comune di Scarlino, con Gavorrano e Follonica, grazie alla collaborazione di Parco nazionale Colline Metallifere, Consorzio di bonifica Toscana 5, Legambiente, Centro italiano riqualificazione fluviale, associazione “Amici delle due ruote” di Gavorrano e Venator, si è aggiudicato un finanziamento regionale con il progetto “Verso un contratto di fiume per la bassa Val di Pecora per un territorio più sicuro, per la gestione sostenibile delle risorse idriche e la valorizzazione delle vie d’acqua (e del ferro) dalle colline al mare”.

«Con il bando Contratto di Fiume promosso dalla Regione Toscana con il supporto di Anci Toscana, a Scarlino sono stati assegnati 34mila euro per contrastare i rischi idrici del fiume Pecora e sviluppare azioni rivolte al turismo» spiega l’assessore all’Agricoltura di Scarlino, Letizia Canepuzzi.

L’iniziativa rientra nel progetto della Regione Toscana “Contratto di fiume”, con il quale l’ente finanzia progetti utili a valorizzare e riqualificare i corsi d’acqua nei contesti urbani. I Comuni maremmani si sono classificati terzi e riceveranno un contributo pari a 34mila euro suddivisi in tre anni.

«Siamo molto soddisfatti del risultato ottenuto – spiega Canepuzzi –: voglio ringraziare Bandite di Scarlino e l’associazione AsiniAmo che hanno preso parte all’elaborazione del progetto, progetto che si sviluppa su due fronti, uno specifico di natura idrica e l’altro inerente al settore turistico. Grazie al contributo regionale, svilupperemo infatti nuovi percorsi di mobilità dolce nel territorio comunale, con interventi mirati alla riqualificazione dell’area del padule».

Il piano prevede nello specifico la mitigazione del rischio idraulico del fiume Pecora, dell’Allaciante e del reticolo connesso; il miglioramento quantitativo e qualitativo dei corpi idrici superficiali e sotterranei della Bassa Val di Pecora, in coerenza con il Piano regionale di tutela delle acque, con la riduzione dei consumi dei comparti civile, agricolo, turistico e industriale; il riutilizzo delle acque reflue, il recupero e il riuso delle acque piovane, il riuso delle acque della miniera di Gavorrano e la ricarica controllata della falda. Inoltre permetterà di creare nuovi percorsi di mobilità dolce – sentieri, piste ciclabili, ippovie e asinovie – che integreranno quanto già esiste sul territorio. Sono compresi nel progetto anche la promozione di una cultura più attenta al consumo idrico, e alcuni interventi di riqualificazione fluviale.

«L’Amministrazione comunale – conclude l’assessore Canepuzzi – intende riqualificare l’area del padule, e il piano con cui abbiamo ottenuto il finanziamento regionale va proprio in tale direzione: tutelare l’ambiente riducendo il rischio idraulico e nel contempo rendere quei terreni attrattivi per gli amanti della natura, non dimenticando che sono parte integrante della storia della Maremma e di Scarlino».

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