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Pizzichi contro il Comune: «Piano delle opere pubbliche fallimentare. Manca progettualità»

FOLLONICA – Per il consigliere di minoranza Daniele Pizzichi, i piano triennale delle opere pubbliche a Follonica “è un fallimento totale”. “Basta camminare per le strade – afferma Pizzichi – per vedere che non si sta facendo nulla se non piccole manutenzioni spacciate per opere pubbliche, la cura della città è sotto gli occhi di tutti”.

“Ci risulta difficile pensare che cambiare gli infissi della scuola di via Buozzi o allargare la videosorveglianza in città – insiste il consigliere – possano costituire investimenti di cui darsi vanto. Si tratta di opere di manutenzione doverose che verranno fatte solo perché finanziate dal Governo. Infissi della scuola tramite il “decreto crescita” e la videosorveglianza attraverso un finanziamento del ministero dell’interno. Per il resto buio pesto. Nel piano triennale delle opere pubbliche approvate dalla giunta Pd e Comunisti solo per il 2019 sono stanziate risorse per 6 milioni di euro che però Pecorini non sarà in grado di spendere per assoluta mancanza di progettualità. Ci riferiamo ad alcune opere in elenco come per esempio l’intervento di adeguamento strutturale dell’edificio di via Trieste, il collegamento ciclopedonale tra il parco centrale e via della Pace o la nuova copertura con installazione impianto fotovoltaico del tetto del Palagolfo per esempio”.

“Passiamo pertanto al 2020 – incalza Pizzichi – perché delle opere previste nel 2019 essendo ormai ad agosto, non è stato fatto niente. Eppure, come ho avuto modo di dire nel corso del consiglio comunale, i Comuni grazie al nostro Governo cominciano a godere di possibilità di spesa mai registrate negli ultimi anni: possibilità di accendere mutui, utilizzo dell’avanzo, finanziamenti diretti governativi costituiscono leve finanziarie da tradurre in opere. Il grave errore di programmazione dell’amministrazione è che quasi tutti gli interventi previsti nel piano triennale delle opere pubbliche sono coperti in gran parte dal piano delle alienazioni (vendita del patrimonio)”.

“Peccato però – conclude il consigliere di minoranza – che il piano delle alienazioni è immobile ormai da 10 anni, nulla è più appetibile sul mercato quindi non avremo le entrate previste. Come pensa Pecorini di finanziare le opere che trovano la loro copertura finanziaria dalla vendita del patrimonio? Leggendo le carte dovremmo vendere beni per un totale di 1.050.000 euro per l’anno 2019, 1.330.000 euro per il 2020 e 300.000 euro per il 2021, una pura utopia. Tra questi, come abbiamo detto in campagna elettorale, c’è il piano di riqualificazione di Senzuno pressoché totalmente finanziato con questo strumento aleatorio che rimarrà una promessa elettorale a cui ci crede solo chi ci vuol credere, dove di un milione di euro previsti per il solo progetto ben 700.000 si ricercano attraverso la vendita del patrimonio. Nel piano triennale a firma dell’assessore Pecorini non è presente un’opera pubblica che così possa chiamarsi: una nuova piazza, una rotonda o meglio un’opera visibile, non c’è progettualità per il medio o lungo periodo. L’ultima opera pubblica fatta in questa città è il tratto di viale Italia che da largo Merloni arriva all’Eden e risale alla fase finale di Eleonora Baldi. Da allora non si registrano opere nuove degne di nota”.

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