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Svolta per l’ex Garibaldi: diventa la Casa della Musica. Progetto da 1,2 milioni di euro. TUTTE LE FOTO e IL VIDEO fotogallery

GROSSETO – Tutto pronto per il restauro complessivo dell’ex Garibaldi: il Comune di Grosseto ha varato il progetto esecutivo che ridarà vita ad uno degli edifici storici della città. Ospiterà la Casa della Musica.

Ex Garibaldi 2019

“Un problema annoso che oggi noi risolviamo, come avevamo annunciato già in campagna elettorale – spiega il sindaco Antonfrancesco Vivarelli Colonna –. Abbiamo fortemente creduto e voluto questo progetto perché per noi era strategica la riqualificazione di questo immobile e di questo angolo di città. Sarà un restauro che valorizzerà la struttura storica, la riconsegnerà alla città e offrirà alla storica scuola di musica comunale ed alle altre eccellenze della musica grossetana una sede unica e prestigiosa. Un intervento che va, quindi, oltre al concetto di recupero: sarà uno spazio cittadino per giovani musicisti ed appassionati di musica e, al contempo, consentirà di far tornare a vivere in sicurezza l’intero quartiere”.

Il risanamento dell’edificio l’orfanotrofio cittadino, il cui valore architettonico è tutelato dalla Soprintendenza, avrà un costo complessivo di un milione e 200mila euro. In generale, i lavori prevedono la demolizione di pavimenti, rivestimenti, infissi interni ed esterni, intonaci ed impianti; le opere strutturali prevedono la ricostruzione di una parte del solaio, la ricostruzione di una parte del tetto, il consolidamento di alcuni tramezzi e la costruzione di una scala esterna in acciaio di sicurezza; il rifacimento degli impianti elettrico e termoidraulico e antincendio; finiture e infissi. Le opere verosimilmente saranno completate nel corso di questo mandato.

“Vogliamo risolvere una situazione di forte degrado che dura da troppi anni – commenta Riccardo Megale, assessore ai Lavori pubblici -. Il Garibaldi è un edificio di pregio in una parte centrale della città che vogliamo che sia recuperato, così come da programma elettorale. Desidero esprimere soddisfazione per l’impegno con cui il Settore Lavori Pubblici è giunto al progetto esecutivo. Un particolare ringraziamento alla Soprintendenza di Siena, che nello svolgimento delle dovute valutazioni d’ufficio ha saputo cogliere tempestivamente lo spirito complessivo dell’intervento comunale”.

Dopo tre anni di impegno dei vari uffici, quindi, il Comune avvia direttamente il recupero dell’immobile con un proprio investimento da mutuo per cui sono state pianificate apposite risorse di bilancio.

“Appena dieci giorni dopo l’insediamento della nuova Giunta abbiamo costituito un gruppo di lavoro intersettoriale per affrontare il problema dal punto di vista finanziario, architettonico, patrimoniale – dichiara Giacomo Cerboni, assessore al Bilancio e coordinatore del gruppo di lavoro -. Abbiamo sciolto il nodo dei vincoli di destinazione sociale dell’immobile, abbiamo poi tentato di unire nel restauro del Garibaldi sia il progetto di edificazione della nuova sede di Acquedotto del Fiora che la Casa della musica comunale, senza tuttavia arrivare ad un progetto condiviso con la Società, per motivi di natura strettamente finanziaria e patrimoniale dell’operazione. Dopo tre anni esatti, quindi, presentiamo il progetto affidato interamente al Settore Lavori Pubblici con cui il Comune avvia il recupero direttamente, per poter offrire alla storica scuola di musica comunale ed alle altre eccellenze della musica grossetana una sede unica e prestigiosa”.

L’ex Orfanotrofio maschile Garibaldi è stato realizzato su progetto dell’architetto Giuseppe Merlo tra il 1922 e il 1924, in seguito ampliato e ristrutturato su progetto dell’ingegner Ernesto Ganelli. Negli anni sessanta cessò la sua attività per mancanza di ospiti e per un breve periodo ospitò l’albergo Garibaldi. Nei primi anni ottanta è stato oggetto di una ristrutturazione non ultimata. Pochi anni dopo il corpo ad un solo piano su via Merano ha avuto un crollo. Fino al 2010 una parte del fabbricato è stata sede di varie associazioni. L’edificio è costituito da tre piani, con modalità costruttive tipiche dei palazzi fine ottocento, per complessivi 1.150 metri quadri.

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