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Dipendenti comunali, la Cisl va all’attacco: «Basta strumentalizzazioni, è ora di chiudere il contratto»

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GROSSETO –  Anche la Cisl interviene sulla vicenda che da giorni coinvolge l’assessore al personale del Comune di Grosseto e le organizzazioni sindacali. “Rispetto alla querelle di cui abbiamo letto – commento Fabrizio Milani, segretario generale della Cisl – la nostra volontà, come sindacato, è quella di chiudere il contratto. E’ chiaro che, rispetto alle aspettative di molti lavoratori i fondi disponibili per il personale, come avviene nella maggior parte delle trattative sindacali, sono inferiori rispetto alle speranze ma mi viene da pensare che qualcuno si sia speso in promesse che non può mantenere e che ci sia la volontà ora di ritardare la chiusura del contratto”.

“Occorre fare chiarezza su quanto accaduto e sulle posizioni dei sindacati, nell’interesse degli iscritti e dei dipendenti dell’ente”, spiega Simona Piccini, rappresentante della Cisl Enti Locali di Grosseto. “Vogliamo terminare la discussione e firmare il contratto giuridico per il triennio 2019/2021 e quello economico per il 2019 e vogliamo evitare che gli equivoci che si stanno creando intorno alla vicenda alterino il normale percorso”.

“La politica ha facoltà di incontrare i dipendenti, ci sono stati altri casi in passato, in altre amministrazioni quali Provincia e Regione, in cui è stato fatto, e in quelle occasioni i sindacati hanno partecipato esprimendo le loro opinioni e facendosi portavoce delle istanze dei lavoratori, non diffidando le Amministrazioni. I temi tipici della contrattazione sindacale, infatti, devono rimanere fuori dalla discussione con la parte politica, perché sono altre le sedi preposte per il confronto”, spiega Piccini.

“Questa volta – prosegue la segretaria Provinciale Cisl – non è molto diversa dalle altre, se non per il fatto che cambia il contesto, siamo da mesi dietro ad assidui incontri tra Sindacato e Amministrazione per definire il contratto di secondo livello per tutti i dipendenti del Comune e una riunione dell’Assessore sui temi in discussione non la ritenevamo opportuna per evitare fughe in avanti o incomprensioni. Per questo quando abbiamo saputo della convocazione della riunione del 25 giugno scorso da parte dell’assessore Cerboni, la seconda, la prima era stata fatta a gennaio senza nessuna diffida sindacale, dopo ampio confronto con Cgil e Uil, quest’ultima propensa per la diffida già prima di ascoltare i contenuti della riunione, abbiamo ritenuto opportuno chiedere all’assessore lo spostamento dell’incontro ad altra data, successivamente alla chiusura della trattativa. Ciò non è avvenuto ma avendo partecipato alla riunione non si è rilevato a nostro parere azioni antisindacali, anzi abbiamo anche constatato che sulla politica dell’orario dei dipendenti c’era sintonia tra la proposta sindacale e l’Amministrazione. Invece l’Assessore non ha spostato l’incontro ma ci ha invitato a partecipare alla riunione.  Da tempo, infatti, le organizzazioni sindacali insieme alla rsu del Comune stanno lavorando alla piattaforma contrattuale, che dopo essere stata condivisa con gli iscritti e i dipendenti dell’ente e presentata all’amministrazione è adesso in discussione in delegazione trattante, come previsto dalle norme.

Da qui la decisione di inviare una nota all’assessore: “Avremmo preferito che questo incontro con il personale avvenisse in un secondo momento, dopo la firma della pre-intesa da parte del Comune, nel rispetto della trattativa e dei ruoli, ma crediamo comunque che, per come si è svolto l’incontro non si possano ravvisare atteggiamenti antisindacali. Che, al contrario, qualora si verificassero saremmo i primi a denunciare avviando il procedimento di azione contro l’ente”, aggiunge Simona Piccini.

“Sappiamo tutti – continua Milani – che l’assessore, come il direttore di qualsiasi azienda, può incontrare il personale quando vuole. Per questo, senza fare ulteriore polemica, abbiamo in mente un percorso che vogliamo portare avanti per giungere alla chiusura del contratto e alla salvaguardia di tutti lavoratori. Dispiace vedere che questo obiettivo non sia condiviso e che si intrometta anche la politica. Quest’ultima ha il compito di pensare al futuro e alla tutela dei cittadini, ma per quanto riguarda i lavoratori, dovrebbe lasciare a chi ha strumenti e conoscenza del settore la libertà di poter portare avanti il proprio compito”. “Da parte nostra, quindi – conclude Piccini – continueremo a lavorare in delegazione trattante per ottenere garanzie per i dipendenti e invitiamo tutti alla chiarezza, proprio nell’interesse del personale impiegato dal Comune di Grosseto”.

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