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Le elementari via da Borgo Carige: accuse incrociate tra genitori, preside e sindaco

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CAPALBIO – Una riunione di fuoco, quella che si è svolta ieri sera in Comune, a Capalbio, per parlare della riorganizzazione della scuola di Borgo Carige. Una riunione a cui, oltre al sindaco e alla dirigente, Anna Maria Carbone, hanno partecipato anche i genitori del plesso.

Il numero ridotto dei bambini, in continuo calo, ha infatti indotto sindaco e dirigente a pensare un piano di riorganizzazione per evitare le pluriclassi. I bambini di Borgo Carige verranno mandati parte a Capalbio paese e parte allo scalo, ma i gruppi non verranno smembrati, i bambini resteranno con i propri compagni, saranno le classi ad essere divise e ridistribuite, le seconde andranno magari allo scalo, mentre le terze al paese.

Una soluzione che non è piaciuta ai genitori di Carige, che si sentono penalizzati dalla scelta «Chi ha due figli in diverse classi ne dovrà portare uno al paese e uno allo scalo» affermano. «Borgo Carige è il plesso più numeroso, l’unico dei tre ha cinque classi e quattro maestre di ruolo, e invece i bambini verranno smistati tra Capalbio Scalo e Capalbio».

«Ci aspettavamo un cambio di sede, ma certo non lo spostamento di due classi a Capalbio scalo e tre classi a Capalbio Paese. Un controsenso considerato che la scuola di Capalbio scalo ha solamente tre classi e lo stesso dicasi per il plesso di Capalbio Paese – afferma Maria Vittoria, madre di una delle alunne -. Tale operazione non solo creerebbe uno sconvolgimento tra gli alunni che hanno lavorato insieme nel corso degli anni ma molte famiglie si troverebbero in difficoltà poiché avrebbero un figlio in un plesso ed il secondo in un altro pur frequentando entrambi la stessa scuola primaria».

«Alle nostre proteste, il sindaco, Settimio Bianciardi, ha affermato “…se non vi va bene, potete sempre portare i vostri figli d un’altra parte…” e mentre i genitori replicavano si è alzato e si è diretto in un altra stanza. Il confronto si è prolungato per più di un’ora e per finire anche la dirigente scolastica, alle numerose domande dei genitori, ha risposto: ”…non mi ci fate ripensare troppo, altrimenti vi cambio le maestre ai vostri figli!”. Frasi che suonano come un ricatto. In capo a tutta questa polemica dovrebbe esserci il benessere dei bambini e la continuità didattica degli stessi e per questo i genitori intendono andare in fondo a questa storia chiedendo di intervenire in maniera tale che vengano unificati i plessi meno numerosi e lasciare invariato nelle classi e nei docenti quello di Borgo Carige. Qualora non dovessero trovare un accordo molti di essi sono disposti a trasferire i propri figli alla scuola di Orbetello e questo sarebbe una grande perdita per un sindaco che dice di voler ripopolare Capalbio ed offrire una scuola di eccellenza».

Ma la preside Anna Maria Carbone, non ci sta, «I genitori sono stati i primi a minacciare di portare i bambini a Neghelli, e poi parlano di continuità e del benessere dei bambini. Non ci siamo alzati una mattina e abbiamo cambiato tutto. Quello presentato è un progetto didattico. Purtroppo viviamo da tanti anni un problema sulle scuole primarie di Capalbio, pochi bambini, pluriclassi. Da anni, anche con l’ex sindaco Luigi Bellumori, stiamo facendo un lavoro per garantire la qualità didattica, anche con progetti. Le quinte sono già state spostate al paese, per una questione di continuità con le medie, negli anni scorsi siamo riusciti ad usare in parte il personale di Manciano. L’ex sindaco ci ha messo soldi e progetti, ma sapevamo che i bambini sarebbero diminuiti ulteriormente. Quest’anno l’organico è diminuito ulteriormente, e c’è la necessità di accorpare i bambini».

«Il sindaco Bianciardi ha fatto una proposta – prosegue la preside – di spostare parte dei ragazzi della primaria a Capalbio e Scalo, e parte al paese, mentre a Borgo Carige, che ha anche alcuni problemi strutturali, resterebbe la scuola materna. Quelle due scuola hanno anche una palestra e un palazzetto, e sono dunque le più adatte. La popolazione è stata perlopiù concorde, ma il sindaco ha anche offerto la possibilità se qualcuno lo avesse avuto, di presentare un progetto alternativo».

«Questo progetto consentirà alle classi di non venire smembrate, inoltre garantirà anche la continuità didattica, perché le classi di Carige sono le uniche che hanno insegnanti fisse, di ruolo, che verranno spostate sugli altri plessi. Si formeranno così classi ideali, di 13-15 ragazzi e non le classi pollaio che si avrebbero nel caso che tutti i ragazzi venissero uniti in un unico plesso. Insomma, avrò due scuole di un certo livello. Tra l’altro le insegnanti delle seconde sono le stesse delle quinte, che si ritroveranno nello stesso plesso a Capalbio paese. Una serie di incastri perfetti. Io guardo all’interesse della comunità, di tutti i bambini, non posso badare ai disagi di qualche mamma che ha un figlio su e uno giù, Capalbio non è Milano. A me interessa il bene dei bambini non dei genitori, che guardano al campanile delle loro tre chiesette, e delle maestre. I genitori che per dispetto, con un ricatto, vogliono spostare i figli a Neghelli ci pensano all’interesse dei loro figli? In quel caso non conta più la continuità evidentemente. Questo è un progetto, ma negli anni diventerà strutturale anche a livello di provveditorato».

Anche il sindaco Settimio Bianciardi interviene scusandosi «per l’irruenza dimostrata durante la riunione, ma purtroppo ci sono genitori che guardano solo al proprio orticello, senza aprire le visioni su un progetto pluriennale che tutela i bambini,gli insegnanti, e l’attività didattica. Questo è un progetto di valore, che ha rispettato tutte le figure, ricevendo l’ok anche dalla dirigente scolastica».

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