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Pozzo: «Andiamo avanti perché la vittoria del centrosinistra è solo una questione numerica»

MASSA MARITTIMA – «Come annunciato, l’esperienza politica della lista “Uniti per il Bene Comune” non si esaurisce con l’esito delle elezioni del 26 maggio scorso, che hanno riconsegnato la gestione della città nella mani della compagine “Massa Avanti Insieme”, guidata da Giuntini. Ma proseguirà in una valutazione attenta e puntuale sulle questioni che riguardano Massa e il suo territorio, non facendo mancare iniziative e proposte riguardanti i vari temi affrontati nel programma elettorale. Lorenzo Pozzo, in quota del Partito comunista italiano, è stato nominato coordinatore e sarà lui a guidare le iniziative che saranno prese in merito alle questioni proposte nel programma di mandato da parte della lista». Sono queste le decisioni assunte dai rappresentanti del Pci e dai candidati in lista delle precedenti amministrative.

«Un’esperienza che continua – afferma Lorenzo Pozzo – e che affronta, come riportato in una nota inviata al sindaco e a tutto il Consiglio comunale, le questioni sulle quali la lista intende procedere nella propria azione politica, di seguito riportata. Al di là di un risultato matematico che dà la vittoria alla lista di centro sinistra guidata da un Pd che, come a livello nazionale, è pieno di contraddizioni e di contrasti interni, ci sono altri aspetti di varia natura che vanno sottolineati. Il primo, tutto politico, è collegato al risultato, come detto molto inferiore alle aspettative, che non è altro che la sommatoria delle percentuali del centrosinistra, composto da Pd e le ondevaganti Sinistra italiana, Leu, dai socialisti e dai repubblicani, quest’ultimi composti dalla parte dell’edera che non si è mai riconosciuta nel centro sinistra e da Forza Italia. Una vittoria legata esclusivamente alla sommatoria di numeri, di voti ma priva di contenuti e di prospettive».

«Infatti, entrando nel merito, il programma è proteso ad annunci e promesse di investimenti, lottizzazioni, privatizzazioni che si dimenticano completamente della situazione demografica, sociale ed economica del nostro comune e sono, a nostro avviso, non realizzabili nella pratica a meno che non si vogliano ripercorrere percorsi che hanno portato ad errori che sono costati salati alla nostra comunità. Il nostro obiettivo – continua Pozzo – sarà quello di contrastare quella deriva pericolosa di apatia e indifferenza che hanno caratterizzato il quinquennio che si è appena chiuso, facendo un’opposizione politica dall’esterno costruttiva, non risparmiando critiche o, nel caso di scelte condivise, valutazioni positive ma soprattutto avanzando proposte alternative per il bene della città».

«Proposte che – aggiunge il coordinatore di “Uniti per il Bene Comune” – abbracceranno le grandi questioni come quelle del ciclo dei rifiuti e della gestione della raccolta e smaltimento dei rifiuti, dalla viabilità con il completamento della SS 439, della sanità con non la difesa ma il rilancio del presidio ospedaliero, dei servizi sociali, dell’organizzazione scolastica, tutte cose sulle quali l’amministrazione Giuntini ha preso quello che gli è stato imposto limitandosi a guardare e facendo cadere sui cittadini tagli e disservizi. Su questi aspetti non c’entra nulla l’area Molendi ma quello che è mancato è la presenza politica forte dell’amministrazione. Ci opporremo alla privatizzazione del Falusi, che riteniamo uno degli ultimi presidi di qualità dei servizi e garanzie dei diritti sul lavoro. Lo sviluppo economico con proposte per un vero lancio del settore turistico, la tutela delle piccole realtà imprenditoriali del settore e le attività produttive dell’area di Valpiana».

«Non ci dimenticheremo delle frazioni – conclude Lorenzo Pozzo – e soprattutto di quelle realtà abbandonate presentando proposte in merito come, per citare esempi, il problema delle regimazione delle acque e della telefonia alla Pesta, la realizzazione della pista polivalente a Tatti sulla quale associazioni si sono proposte facendosi carico in toto delle spese di manutenzione straordinaria cosa che potrebbe essere realizzata come fatto a Valpiana. Non possiamo dimenticarci di Prata che vive un esagerato degrado dell’arredo urbano o di Niccioleta nella quale le opere di recupero degli immobili minerari rischia di diventare l’ennesimo cimitero di edifici abbandonati.

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