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La storia di Piero, il pensionato volontario. Il parco rinasce grazie al suo impegno fotogallery

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RAVI – Con l’inizio della bella stagione nelle varie frazioni di Gavorrano un vero e proprio esercito di volontari si sta rimboccando le maniche per far risplendere i parchi pubblici. Questo fine settimana il parco della Finoria e il parco pubblico di Bagno di Gavorrano sono stati risistemati grazie alle iniziative organizzate dalle associazioni locali tra giochi, grigliate e musica.

Lontano dai riflettori accessi anche nella piccola frazione mineraria di Ravi, il parco pubblico all’ingresso del paese piano piano si sta trasformando da un’area verde trascurata a un luogo accogliente all’aria aperta, grazie al lavoro di Piero Montomoli, un pensionato ravigiano che nel tempo libero si sta dedicando alla manutenzione del parco da solo.
Con molta pazienza ha liberato i castagni dall’edera, liberato dall’erba alta e dalla terra le panchine di cemento, con cura ha piantato dei fiori e potato tutte le piante del parco. Perfino un ciliegio selvatico, pieno di frutti maturi, è venuto alla luce durante il suo intervento. Quando non gioca a carte con gli amici al bar, sotto gli alberi del parco, Piero passa molte ore della sua giornata e si capisce dal suo racconto che a quel posto ci tiene molto.

L’idea di restituire l’area allo splendore di una volta era partita dall’associazione “Ravi insieme”, un gruppo di volontari del paese nato lo scorso anno e che ad oggi ha circa 60 tesserati, ma infine, a portare avanti i lavori, è Piero. «E’ vero – racconta Claudia dell’associazione -, lui sta facendo tutto da solo. Gli abbiamo solo portato dei gerani che ha piantato e che continua ad annaffiare alla sera. E’ proprio bravo e il suo lavoro è apprezzato da tutti».

«Qui i lavori da fare sono ancora tanti – dicono entrambi, Claudia e Piero – ma servirebbe l’intervento del Comune. Ad esempio c’è il campetto da sistemare, soprattutto la rete che lo circonda. Un altro problema sono i bagni esistenti ma inaccessibili, alcuni punti sono da mettere in sicurezza e servirebbero anche dei bidoni per la raccolta differenziata o altri interventi più sostanziosi che non riusciamo a fare senza l’aiuto dell’amministrazione. Però abbiamo tante idee nel cassetto, che vorremmo realizzare con il ricavo delle nostre iniziative, come il ripristino di tutta la recinzione in legno e ci piacerebbe anche aggiungere un altro gioco per bambini vicino all’altalena».

«Sarebbe bello – dice Piero prima di tornare ai suoi lavoretti – se questo parco tornasse un luogo di aggregazione come lo è stato una volta. Il paese si è un po’ diviso e mi dispiace molto. Faccio quello che posso e mi occupo del parco perché ho tempo per farlo, perché mi piace, ma lo faccio anche per fare del bene al paese». E mentre lo dice e torna dedicarsi a qualche ramo da tagliare o un fiore da annaffiare, qualcosa dev’essere già cambiato perché poco più in là, qualcuno già riposa sotto una pianta e qualche metro più in alto un gruppo di amici sta preparando la brace in compagnia, mentre un paio di cani scorrazzano intorno e qualcuno con la chitarra sta suonando una canzone di Vasco Rossi in una domenica pomeriggio di quasi estate.

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