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A Niccioletà sorgerà un presidio per la memoria: oggi la commemorazione delle 83 vittime fotogallery

NICCIOLETA – “La Regione darà il suo contributo di idee e finanziario alla costruzione di un presidio della memoria a Niccioleta, per fare del luogo di una delle stragi più efferate compiute dalla bestia immonda del nazifascismo in ritirata dal nostro paese, un luogo della memoria e un monito per il futuro. Le 83 vittime dell’eccidio hanno un nome, ma ce l’ha anche chi ha compito la strage: il nazifascismo aveva un progetto di dominio sull’Europa. Se avesse vinto il continente sarebbe stato trasformato in una dittatura, in un enorme campo di concentramento, senza libertà”.

Il presidente della Regione Enrico Rossi oggi a Niccioleta per la commemorazione del 75º anniversario dell’eccidio dei nazifascisti che, il 13 e 14 giugno del 1944, rastrellarono e uccisero 83 minatori, ha risposto così alla proposta del sindaco di Massa Maritima Marcello Giuntini.

Il presidente ha insistito sul tema del ricordo.

“Bisogna assolutamente ricordare, tornare ai valori fondamentali della nostra democrazia, alla Resistenza, al sangue innocente versato, per capire la forza della rottura che abbiamo avuto con la Costituzione, con la Repubblica e ritornare ai valori del lavoro, della libertà, dell’uguaglianza, della solidarietà. Oggi la democrazia attraversa una fase difficile, ci sono risentimenti, rabbia diffusa, ma non ci può essere una via di uscita positiva se non ritornando a quei fondamentali. Tutte le altre strade ci portano indietro. Chi vuole tornare indietro rispetto all’Europa, a forme di nazionalismo che non hanno senso, ci indica strade pericolose. Dobbiamo tornare a quei valori, alla Costituzione e al sacrificio di chi in vario modo ha consentito quella rottura nella nostra storia. Nessuno deve dimenticare che, per la prima volta, gli italiani sono sta ti uguali quando hanno partecipato al voto per fondare la Repubblica, per la prima volta con quel voto le donne hanno potuto esprimere il loro pensiero. Di lì è nata la storia che, non senza difficoltà, ha comunque garantito agli italiani un lungo periodo di libertà, progresso e dignità del lavoro. Da qui bisogna ripartire per guardare al futuro. La storia è vero che non si ripete. Ma ci possono essere analogie. Se non si costruiscono solidi argini c’è sempre il rischio di arretrare e, in forme nuove, che il passato ritorni. Noi siamo impegnati a diffondere in Toscana il vaccino antifascista, soprattutto tra i giovani. E quello di Niccioleta può essere un utile strumento per la sua diffusione”.

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