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5 Stelle: «Gli alberi contrastano l’inquinamento ma l’amministrazione è sorda a ogni appello»

GROSSETO – «Il verde urbano, è oramai piuttosto chiaro a tutti, non sembra una priorità di questa amministrazione.
Peccato, perché la città di Grosseto, per morfologia, per clima e per identità (“Genius Loci), sarebbe naturalmente vocata a sviluppare verde» a dirlo il gruppo consiliare del Movimento 5 Stelle.

«Questa amministrazione invece – sottolinea l’opposizione pentastellata – si ricorderà per il taglio tout court di filari interi di alberature, perché incapace di trovare soluzioni alternative, che vadano nella direzione della tutela di un patrimonio ovunque visto come preziosa risorsa delle città , che la rende sana e bella. Una amministrazione di per sè poco sensibile, quindi, incapace perciò di iniziare un processo di sensibilizzazione nei confronti dei cittadini su aspetti essenziali quali la mobilità dolce (zone 30), oppure riguardo al fatto di considerare gli alberi una risorsa fondamentale per contrastare fenomeni quali inquinamento e surriscaldamento urbano».

«Le misure compensative, adottate dal sindaco per sopperire al taglio degli alberi sono blande e insufficienti – sottolineano i 5 stelle – per ogni albero maturo andrebbero previsti 50 nuovi alberi giovani. Il rapporto 1:1 che talvolta viene autorizzato è un palliativo. Vale la pena ribadire poi che gli alberi sono una componente fondamentale del paesaggio urbano e che il paesaggio è composto da un insieme di elementi che nel complesso devono risultare armonici ed identitari: prospettive, sguardi, luci, ombre etc… Il verde urbano è una questione squisitamente Paesaggistica. Stiamo attenti a considerare il complesso sistema del verde urbano solo come un argomento di dibattito per addetti Agronomi».

«La Grosseto del passato, della memoria. -conclude il gruppo – rivive nella città del futuro. Grosseto deve tendere ad una città giardino perché ne è naturalmente vocata. Esiste una logica in questo, la stessa logica che peraltro spinse Ebenezer Howard, fra i primi, tra il 1800 ed il 1900, a parlare di “città giardino per il domani”. Infatti, quando la situazione degli insediamenti urbani inglesi divenne insostenibile a causa del sovraffollamento e dell’inquinamento cospicuo, risultato di uno spinto processo industriale in atto, ci si iniziò a chiedere come poter salvare la città. Questa domanda si ripresenta anche oggi assieme al sottotitolo “non c’è più tempo da perdere”. Un appello questo che, purtroppo per tutti noi, a Grosseto rimane ancora inascoltato».

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