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In viaggio per imparare a gestire il diabete: giovani pazienti a Valencia con i pediatri del Misericordia

GROSSETO – Il diabete si impara a gestire anche stando in compagnia. Su questo concetto allargato di cura si basano le iniziative della Pediatria di Grosseto, diretta dalla dottoressa Susanna Falorni, che ogni anno vengono organizzate per i bambini e gli adolescenti affetti da diabete di tipo 1, grazie ai fondi stanziati dalla Regione Toscana. Quest’anno il progetto si è spinto con successo oltre il confine italiano.

Nello scorso mese di aprile, la Pediatria ha organizzato un viaggio di tre giorni nella città spagnola di Valencia, al quale hanno partecipato 10 giovani ragazzi diabetici accompagnati da due pediatre (Cristina Soci, Laura Farmeschi), due infermiere (Taisa Romano,Erika Bernabini) della Pediatria di Grosseto e da una psicologa dell’AGD (Associazione giovani diabetici).

Da molti anni, l’équipe medico-infermieristica della Diabetologia Pediatrica di Grosseto, affiancata dall’associazione AGD, si occupa di organizzare, oltre alla giornata dedicata alle famiglie dei più piccoli, brevi soggiorni destinati ai bambini e agli adolescenti con diabete di tipo 1. Solitamente si tratta di campi estivi di una settimana per i pazienti da 7 a 13 anni e di un fine settimana per i più grandi, sempre presso località della costa toscana o zone limitrofe.

“Questa è la prima volta che sperimentiamo il progetto con un viaggio all’estero. – spiega Falorni – Devo dire che è stata un’esperienza positiva sia per i professionisti che per i ragazzi che hanno risposto con entusiasmo. Le iniziative che organizziamo per i giovani diabetici hanno lo scopo di promuovere la formazione dei bambini e dei ragazzi diabetici in modo che possano gestire in maniera sempre più autonoma il controllo glicemico e la terapia insulinica durante i diversi momenti e le varie attività della giornata. Quest’anno è stata pensata un’occasione di condivisione che comprendesse un soggiorno in una città europea proprio per rafforzare la formazione nei confronti dell’autogestione del diabete anche in una situazione inusuale come quella di un vero viaggio all’estero, dove i riferimenti alle abitudini e alle sicurezze quotidiane vengono a mancare”.

Durante i tre giorni, i ragazzi hanno potuto condividere con i coetanei tutti gli aspetti, anche psicologici, relativi al controllo della loro malattia, rafforzando inoltre il legame con lo staff che li segue ambulatorialmente durante tutto l’anno. Le giornate si sono intervallate tra svago e momenti di confronto con gli specialisti sulle principali regole e stili di vita da attuare nella condizione diabetica.

“Questa esperienza è stata utile ai ragazzi perché ha contribuito a incrementare autostima e sicurezza. Rappresenta sicuramente uno step importante nella costruzione della loro salute e del loro benessere psico-sociale attuale e futuro, che contiamo di ripetere nei prossimi anni”- conclude Falorni.

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