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De Luca: «Quando Tacconi era in malattia ma faceva campagna elettorale il sindaco lo sapeva»

FOLLONICA – «Inutile girarci intorno quando la dipendente comunale era in malattia dal lavoro, ma attivissima nella veste di segretario del PD per fare campagna elettorale al sindaco, lui lo sapeva» Francesco De Luca di in Movimento per Follonica torna a parlare di Cinzia Tacconi. «Sapeva che negli stessi giorni era assente per malattia da lavoro e non lo ha potuto negare. Il Segretario comunale ha espressamente dichiarato di aver posto a conoscenza il personale politico della vicenda in questione».

«Come si difendono allora il sindaco e l’assessore al personale? Dicendo che non potevano sapere il regime a cui era sottoposta la dipendente durante la sua assenza e gli obblighi di legge a cui era sottoposta – prosegue De Luca -. In poche parole ritengono di non poter sapere che un dipendente in malattia non debba stare a casa, ritengono normale che vada in giro a fare campagna elettorale. Per loro, ovviamente. Molte volte abbiamo visto sindaco e assessore prendere posizione a favore del rispetto delle regole e del principio di legalità e buon andamento dell’azione amministrativa, firmando appelli delle associazioni nazionali. Allora la nostra domanda è: perché, visto che tutti sapevano della vicenda, non si è intervenuti tempestivamente? Perché si è lasciato che la dipendente facesse campagna elettorale, nonostante fosse il sindaco, responsabile dell’ente, a conoscenza del fatto?».

«A nostro avviso questo configura un “conflitto di interessi politico” di non poco conto visto che il sindaco ha sicuramente tratto vantaggio dalla presenza al suo fianco del segretario del suo partito e maggior partito della coalizione che lo sostiene. Ai cittadini invece rimane l’amaro in bocca e la sgradevole sensazione che si possano fare due pesi e due misure. Che ci sia chi si sente al di sopra delle leggi e regole che disciplinano la vita di tutti i ‘comuni dipendenti’, forse proprio perché ha in tasca una precisa tessera di partito, lo stesso del sindaco e dell’assessore al Personale e forse proprio per questo si sente con le spalle coperte».

«Ma il sindaco si difende ancora, e, lavandosi le mani da ogni responsabilità, dice che lui e la politica non sono i datori di lavoro del personale ma il segretario comunale, massimo dirigente dell’ente. Vero. Però, chi è il datore di lavoro del segretario comunale? Il sindaco, che può revocargli l’incarico in qualsiasi momento. Il sindaco ammetta le sue responsabilità e faccia pubblica ammenda, perché grave sarebbe solo lasciare intendere al personale dipendente e a tutti i cittadini che ci sono casi e casi, come se ad essere messo in discussione fosse proprio il principio di uguaglianza, che è base della nostra civiltà giuridica. Crediamo, come in Movimento per Follonica, che le politiche del personale siano una cosa importante e che non possano essere gestite in modo centralista, come si è fatto fino ad oggi: siamo consapevoli che politica e gestione sino separati, ma sappiamo che la politica, nel suo importante ruolo di indirizzo, può favorire un clima di trasparenza, merito e tranquillità che sono gli ingredienti fondamentali per una sana gestione del personale comunale.

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