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Riproduzione della lepre: «In Maremma un centro d’eccellenza». Ecco il bilancio della ricerca

CIVITELLA PAGANICO – Sabato 4 Maggio presso l’Agriturismo Santa Genoveffa  in località Paganico (GR), si è svolto il convegno organizzato dalla Regione Toscana e dal Comune di Civitella Paganico, dal titolo: “La Lepre Allevamento, ricerca, innovazione – Il Centro di Produzione Pubblica Regionale di Civitella Paganico”.

Il convegno ha visto la partecipazione di tecnici e scienziati provenienti da tutta Italia oltre a operatori del mondo faunistico venatorio e tanti appassionati ed ha evidenziato le attività dell’unico centro pubblico regionale nell’ambito del panorama toscano, alla luce dell’esperienza delle attività che ha visto il coinvolgimento oltre che degli Atc grossetani, per la prima volta anche il coinvolgimento degli Atc toscani SI3, SI8 e LU12.

Il convegno ha visto la partecipazione del Sindaco di Civitella Paganico, Alessandra Biondi, che ha ricordato le tappe principali del lungo percorso che ha portato all’attuale inquadramento amministrativo del Centro che, attualmente, è gestito in convenzione con la Regione e gli Atc ed ha evidenziato le difficoltà che tale gestione comporta e del Capogruppo Pd Regione Toscana Leonardo Marras, che ha dichiarato: “La politica faunistico-venatoria più efficace si basa su investimenti pubblici per il ripopolamento delle specie e per la biodiversità e l’esperienza del centro di produzione pubblica di selvaggina di Civitella Marittima ne è la dimostrazione. Il convegno è stata l’occasione anche per ringraziare ufficialmente Emilio Cappelli, figura storica del Cpps che grazie al suo incessante lavoro ha reso possibile lo sviluppo del centro, diventato ormai un esempio virtuoso per l’intera Toscana”.

A seguire si sono svolti gli interventi tecnico scientifici di esperti di elevato rilievo nel mondo faunistico: la Dr.ssa Giorgia Romeo, Regione Toscana STR di Grosseto, ha evidenziato la storia del Centro e l’importanza di questa realtà per il territorio: il Centro Pubblico (CPPS) di Civitella Paganico in loc. Montalto, è stato inaugurato nel 1988 e rappresenta un punto di riferimento per la ricerca scientifica sulle tecniche di innovazione per l’allevamento della lepre, oltre che essere una realtà che svolge attività didattica per le scuole e per i giovani, progetti di ricerca e collaborazioni con enti di rilevanza scientifica, come il progetto per il monitoraggio di eventuali casi di ibridazione tra specie lepre europea e lepre italica, un vero e proprio laboratorio a cielo aperto, dove gli animali possono essere monitorati e controllati in ogni fase di crescita.

Le lepri che si riproducono nel Centro sono affidate direttamente agli Atc, i quali provvedono all’immissione sul territorio direttamente o previo ulteriore periodo di ambientamento in specifiche strutture, come piccole recinzioni ubicate direttamente sul luogo del rilascio definitivo per aumentare la capacità di adattamento dei piccoli leprotti in quello che sarà poi il loro ambiente di vita ed evitare al contempo lo stress della ricattura.

Il ripopolamento del territorio con lepri provenienti dal CPPS è da considerarsi estremamente positivo sia per il controllo sanitario sia per la tracciabilità degli animali oltre che per la tutela delle lepri già presenti in territorio libero, come è stato sottolineato dalla Dr. Giorgia Romeo. Nel corso degli anni è stato importante l’apporto specialistico dei professionisti che hanno prestato consulenza nelle tecniche di allevamento, ambientamento, mangimistica e profilassi, ma ancora più fondamentale è stata la dedizione che gli operatori del centro hanno messo nel loro lavoro. Si sono infatti creati degli operatori altamente specializzati che sono il valore aggiunto ad una progettualità dall’elevato valore tecnico, economico e culturale.

A seguire sono intervenuti il Valter Trocchi, ex Ispra, che ha discusso le tecniche di allevamento ai fini della conservazione genetica della lepre;  Francesco Santilli, tecnico faunista, che ha fatto un panorama circa le tecniche di immissione sul territorio e Marco Zaccaroni, Università di Biologia di Firenze, che ha inquadrato il ruolo dei tecnici e della ricerca; infine gli esperti del settore veterinaria dell’Ausl sud est (D. Abbati e  G. Briganti) hanno illustrato l’iter che riguarda le modalità di trasporto della fauna selvatica.

«Dal Convegno – spiega una nota degli organizzatori –  emerge come sia fondamentale incentivare il mondo venatorio a collaborare alle ricerche scientifiche con le istituzioni e gli enti preposti, per attuare un monitoraggio costante delle condizioni sanitarie della fauna selvatica che popola i nostri territori, oltre che per conservare realtà territoriali uniche come quella del Cpps di Montalto. Alla fine dell’iniziativa, visto il progetto di ricerca che la Regione Toscana sta svolgendo in collaborazione con l’università di Pisa, riguardante proprio le analisi per indagare relativamente ai parassiti della lepre, è stato consegnato un riconoscimento al cacciatore “più collaborativo” ai fini scientifici».

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