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Aurelia sicura, bocciato l’appello al governo. L’opposizione: «L’adeguamento resta un sogno»

GROSSETO – «Bocciato l’appello del centrosinistra per sollecitare il governo a realizzare il corridoio tirrenicoA giudicare da quanto riferito dai rappresentanti locali del governo gialloverde, l’adeguamento del corridoio tirrenico rimarrà nei sogni e nelle speranze dei maremmani per molti anni ancora» a farlo sapere i gruppi consiliari di opposizione, Pd e Lista Mascagni.

«Trova così conferma il timore – aggiungono i consiglieri – avvalorato dall’intenzione del ministro Toninelli di rivedere tutto il dossier, che dalle parti del Governo c’è aria di ripensamento su questa infrastruttura decisiva per lo sviluppo della Maremma. Neppure due anni fa si era giunti ad una storica soluzione di compromesso: l’Aurelia avrebbe dovuto essere oggetto di adeguamento, da parte dell’ANAS, mediante la realizzazione di una strada a quattro corsie gratuita, corredata di adeguate complanari e con eliminazione degli incroci a raso. L’ennesimo ordine del giorno che abbiamo presentato all’attenzione del consiglio comunale per chiedere il completamento della tirrenica è stato però bocciato grazie al voto contrario di Lega & C. da un lato e di M5S dall’altro, con la sofferta astensione di Forza Italia».

«Ma quello che preoccupa di più – dicono ancora gli esponenti di Pd e Lista Mascagni – non è tanto la bocciatura del documento, che pur non è un bel segnale anche perché come in precedenti occasioni era aperto al contributo di tutte le forze politiche, quanto le parole pronunciate dai rappresentati di Lega e M5S. Dalla bocca l’onorevole Lolini si apprende che il Governo starebbe ripiegando su un intervento minimale: circa 11 km nel tratto più critico che insiste nel comune di Capalbio. Nulla a che vedere con il progetto che nel 2017 aveva messo d’accordo tutte le forze politiche e sociali. Preoccupa che tale ipotesi minimale e del tutto insufficiente sia avallata anche dal sindaco di Grosseto e presidente della provincia Vivarelli Colonna, che il 5 febbraio 2019 si è determinato infine a scrivere al ministro Toninelli, ma per invocare un adeguamento di quei soli 11 chilometri, chiedendo invece un semplice “miglioramento del fondo stradale” per i restanti 47 chilometri».

«Eppure – proseguono i consiglieri – sono passati solo pochi mesi da quando, nell’ottobre 2018, i vertici locali di M5S promettevano: “Porteremo il ministro Toninelli in Maremma per l’Aurelia”. Ed era fine novembre 2018 quando il capogruppo M5S in consiglio regionale, Giacomo Giannarelli, comunicava la svolta con un annuncio perentorio che non lasciava adito a dubbi: “Partirà un piano di riqualificazione straordinaria della strada statale Aurelia nel tratto tra Grosseto e Capalbio”. La posizione di M5S ora è completamente cambiata. Oggi dichiarano che non si potrà far nulla fin quando non si sarà risolta la procedura d’infrazione sulla concessione a SAT (in piedi, peraltro, da tantissimi anni), e quindi possiamo incrociare le braccia e starcene ad aspettare. Eppure il nodo della tirrenica è uno dei più rilevanti e decisivi per il futuro ed il rilancio dell’economia del nostro territorio».

«L’ipotesi che il progetto di adeguamento venga rinviato sine die e sostituito, nella migliore delle ipotesi, dalla messa in sicurezza dei soli tratti più critici – concludono i consiglieri – deve essere scongiurata perché del tutto insufficiente a risollevare l’economia del nostro territorio. Su questo vorremmo che la battaglia prescindesse dagli schieramenti politici, come ha giustamente evidenziato l’onorevole Elisabetta Ripani che a Roma si batte far uscire il Governo dal torpore. Peccato che i sostenitori locali del governo, primo su tutti il sindaco, preferiscano ergersi a difensori d’ufficio della gestione Lega-M5S anziché mettere davanti gli interessi dei propri concitaddini. Noi continueremo a batterci per questo, senza rivendicare primogeniture e senza favorire divisioni, e tantomeno senza mettere la sordina alle istanze dei cittadini per interessi di bottega, convinti che la voce del nostro territorio tanto più è forte e credibile quanto più è unitaria».

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