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Verde pubblico, l’appello: «Stop alle potature, i lecci hanno già subito danni irreversibili»

GROSSETO – «I lecci sulle Mura tra la troniera di piazza del Sale e il Cinghialino sono stati appena capitozzati o hanno comunque subito potature drastiche con danni irreversibili per quelle alberature» a lanciare l’allarme è l’associazione Grosseto al Centro.

«Assessore Riccardo Megale – scrive l’associazione rivolgendosi direttamente all’amministrazione comunale – fermi immediatamente le operazioni di taglio! Sono stati consultati degli esperti prima di agire in quel modo? E’ stato fatto uno studio dai ricercatori? Esiste una perizia sulla salute di quelle piante che giustifichi un tale intervento? Se sì chiediamo che venga resa pubblica. Dal tipo di intervento sembrerebbe che, per almeno un paio di alberature, si sia deciso per l’abbattimento. Avvicinandosi si nota una corteccia malata, forse attaccata dai Cerambici (coleotteri che si nutrono del legno delle querce). Anche se per tali piante non ci fosse alternativa all’abbattimento, i drastici interventi operati sulle piante vicine e in salute (con tagli che in diversi casi superano la ragionevole percentuale del 30% della massa fotosintetica) costituiscono un danno irreversibile che mina la stabilità e la salute della pianta e la rendono più vulnerabile a fenomeni di reinfestazione: un danno economico oltre che estetico e paesaggistico».

«La vegetazione che abbiamo sulle Mura – spiega Grosseto al centro – è costituita anche da alberi monumentali, di particolare valore storico e paesaggistico appunto. Essa costituisce in qualche modo il giardino botanico di Grosseto. Esattamente come il cipresso nella campagna più interna e il pino nelle pinete costiere, il leccio è di per sé un emblema del paesaggio maremmano: le nostre colline, i nostri boschi, sono costituiti prevalentemente da lecci, protagonisti della macchia mediterranea. Ecco perché dovremmo tutelare e curare sia le piante più giovani, per renderle più forti, sia quelle più grandi, prima che vengano irreversibilmente danneggiate: i meravigliosi lecci delle nostre Mura costituiscono un frammento del paesaggio maremmano nel cuore della nostra città e ne rappresentano la memoria storica».

«Anche in questo modo tuteliamo le nostre Mura – dice ancora l’associazione – fin dal 700 esse non vennero più utilizzate per la difesa, ma si cominciò a farci pascolare il bestiame, per poi piantare i primi alberelli ben prima dell’Unità d’Italia e del Risorgimento, quando l’area sovrastante le Mura fu trasformata in passeggiata. Queste piante sono quindi un tutt’uno con le Mura, fanno parte del monumento. E con la stessa cura con cui noi cerchiamo di curare le vestigia del passato dovremmo salvaguardarle, proteggerle e curarle».

«Alla luce di questo episodio – conclude Grosseto al centro – chiediamo alla consigliera comunale Daniela Lembo, presidente della 5ª Commissione consiliare, che la riunisca per esaminare l’efficienza e la rispondenza qualitativa del Servizio di Lavori Pubblici e Verde, in relazione alla gestione e manutenzione del verde pubblico, convocando in commissione l’assessore ai lavori pubblici, il dirigente e il responsabile dell’ufficio manutenzioni, il responsabile della Società Sistema Srl per la gestione del verde pubblico, l’assessore alla cultura e alle Mura, il presidente dell’Istituzione Le Mura, e invitando a partecipare ai lavori della commissione, ai sensi dell’art. 18 comma 5 del regolamento del Consiglio comunale, un rappresentante dell’associazione GROSSETO AL CENTRO, un rappresentante del Comitato Impronta Verde, un rappresentante dell’Ordine dei Dott. Agronomi di Grosseto, il direttore del Museo di Storia Naturale della Maremma, oltre a esperti naturalisti e tecnici proposti dalla presidente stessa e dai soggetti citati tra cui, a titolo di esempio, l’arboricoltore specializzato in tree climbing Riccardo Ferrari (che il sindaco di Grosseto invitò, nel maggio 2017, a condurre una dimostrazione pratica sui corretti metodi di potatura, in presenza di classi scolastiche, esercitando la tecnica proprio su uno dei lecci monumentali delle nostre Mura)».

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