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Inaugurata la nuova ala dell’ospedale: a maggio il trasferimento dei pazienti. Investimento da 62 milioni fotogallery video

GROSSETO – Un’opera che nasce dal lontano 2009, quando è iniziata la progettazione, e che però dall’inizio dei lavori ad oggi, ha visto passare solo cinque anni, dal 2014 ad oggi. È stata inaugurata oggi, alla presenza del Governatore della Toscana Enrico Rossi e dell’assessore alla sanità Stefania Saccardi, la nuova ala dell’ospedale Misericordia di Grosseto.

Inaugurazione nuova ala ospedale

62 milioni investiti in totale in una struttura innovativa, come macchinari ma anche come concezione. E, come ha ribadito l’assessore Saccardi, una struttura bella anche esteticamente.

Sono 14 i milioni investiti in nuove tecnologie (tre angiografi di ultima generazione, 28 ventilatori, cinque colonne per sale, due sale operatorie integrate con applicazione audio-video) e all’acquisto di ulteriori strumentazioni sanitarie (ecografi, elettrocardiografi, elettrobisturi, broncoscopi, ecc.).

Tutto ciò a vantaggio di una risposta assistenziale sempre più incentrata su qualità e sicurezza delle cure, accessibilità, tempestività, integrazione delle prestazioni, ma anche tra professionisti, con i medici di famiglia, con gli altri attori del territorio e di tutta la rete complanare dei presidi di prossimità.

La nuova struttura ospedaliera “misura” circa 20 mila metri quadri e 90 mila metri cubi. Si tratta di una costruzione di quattro piani fuori terra così composti:
• al piano terra: ingresso, atrio, sale riunioni, auditorium, spogliatoi per il personale, bar ed edicola, locali tecnici e magazzini
• al primo piano: il blocco operatorio con 8 sale operatorie e una sala gessi, tre sale di chirurgia ambulatoriale, 3 sale di angiografia/emodinamica/elettrofisiologia, un blocco di magazzini e 4 moduli di terapia intensiva (rianimazione, UTIC, sub-intensiva) di 8 posti letti ciascuno.
• al secondo piano: 60 posti letto di degenza
• al terzo piano: 60 posti letto di degenza
• in copertura: locali tecnici
Per un costo complessivo di realizzazione di 31.500.000 euro.

«Questo completa l’intervento di ristrutturazione della Asl maremmana, iniziato con i lavori al pronto soccorso, poi il 118 e l’elisuperficie, la ristrutturazione di medicina e infine la nuova ala del Misericordia» afferma il presidente della regione Enrico Rossi. «Da 40 anni, la Sanità italiana è una delle più grandi infrastrutture civili del nostro tempo. Anche se abbiamo minori risorse a disposizione rispetto ad altri Paesi, ce la giochiamo in qualità e ne siamo soddisfatti, anche se si può e si deve migliorare».

Stefania Saccardi ha parlato di una struttura a servizio di tutto il territorio, in cui la vera ricchezza è costituita dal personale che ci lavora «Questo è il vero patrimonio e il nostro grazie va a loro. Il taglio del nastro di oggi è solo un punto di partenza». Il sindaco di Grosseto, Antonfrancesco Vivarelli Colonna ha invece auspicato che questa struttura serva a tagliare le liste di attesa e che sia utile anche alle zone più periferiche della nostra provincia.

«Oggi – ha commentato il direttore generale Antonio D’Urso – inauguriamo una struttura al servizio della comunità e dotata delle migliori tecnologie. Un’opera pubblica già completamente collaudata che nella prima settimana di maggio vedrà il trasferimento dei pazienti. Valori professionali e valori tecnologici insieme in un ospedale obiettivamente bello, grazie alla sua architettura e alle opere d’arte che sono state donate e collocate in luoghi strategici. L’ospedale non deve essere solo un luogo di cura a se stante ma un luogo condiviso, patrimonio di tutti. Grazie a chi ha lavorato per la sua realizzazione, a partire da Enrico Desideri di cui ho raccolto il testimone da alcune settimane». E all’inaugurazione hanno partecipato anche i vecchi direttori generli della Asl 9 Salvatore Calabretta, fausto Mariotti, Daniele Testi e Enrico Desideri.

Il direttore dell’ospedale, Daniele Lenzi, prima di iniziare la cerimonia di inaugurazione, ha chiesto un minuto di silenzio in ricordo dell’infermiera Cinzia, del dottor Colosi e di tutti gli operatori scomparsi che hanno prestato il loro servizio all’ospedale.

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