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Beni comuni: «Appartengono a tutti». In città la conferenza per cambiare il codice civile

GROSSETO – Martedì 16 aprile alle 16,30, il Laboratorio dei Beni Comuni ha organizzato una conferenza pubblica
“La democrazia dei beni comuni, nuove frontiere del diritto pubblico” che si terrà nella sala della Cgil Calogero Cangialosi (già Sala 1° Maggio) in via Repubblica Dominicana 80 D/G a Grosseto.

Il fulcro della conferenza girerà intorno alla legge di iniziativa popolare sui beni comuni e alla società cooperativa di mutuo soccorso: le iniziative del Comitato Rodotà per le generazioni future e per un codice civile orientato costituzionalmente ed ecologicamente.
«I beni comuni appartengono a tutti e tutte – spiega il laboratorio – non sono mercificabili e sono basati sulla logica inclusiva dell’accesso per le generazioni presenti e future, come la terra, il paesaggio, i fiumi e le foreste, i lidi, l’acqua e l’aria che respiriamo ma anche i beni archeologici e culturali. Sono beni di rilevanza strategica per il futuro del pianeta e per la vita, per questo hanno bisogno di essere difesi e prima di tutto riconosciuti dal nostro ordinamento giuridico che oggi li ignora».

Relatore Alberto Lucarelli, già assessore ai Beni comuni e alla democrazia partecipativa a Napoli, è ordinario di Diritto costituzionale al Dipartimento di Giurisprudenza dell’Università di Napoli Federico II. È stato componente della Commissione Rodotà per la riforma del regime civilistico della proprietà pubblica e per la difesa dei beni comuni e co-estensore dei quesiti referendari contro la privatizzazione dell’acqua. Fra le sue più recenti pubblicazioni, Beni comuni. Dalla teoria all’azione politica (Dissensi 2011).

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