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Decreto crescita, la Cna preoccupata: «Le imprese maremmane rischiano»

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GROSSETO – Nelle bozze del nuovo decreto legge sulla crescita economica si rischia di minare l’autonomia regionale in materia di credito: una misura che, se confermata, avrebbe conseguenze molto dannose per artigiani e piccole imprese. A lanciare l’allarme è la Cna che, in una nota, ripercorre le tappe che avevano consentito alle Regione di decidere di sostenere il credito alla media, piccola e micro impresa.

“Siamo molto preoccupati – spiega Anna Rita Bramerini, direttore di Cna Grosseto – perché se questa misura dovesse essere approvata le tante imprese del territorio rischiano di non avere più la giusta garanzia a sostegno degli investimenti, necessari per rimanere competitivi sul mercato”. “Siamo quindi contrari – continua Bramerini – al provvedimento, particolarmente grave in una fase economica come quella che stiamo vivendo: spesso, infatti, i piccoli imprenditori hanno necessità di investire o di liquidità e ricorrono agli strumenti messi in campo dalle Regioni a sostegno dei consorzi di garanzia. Come dimostra l’interesse e la partecipazione all’evento che, solo poche settimane fa, abbiamo organizzato sul credito”.

La riforma Bassanini aveva concesso alle regioni la possibilità di limitare l’accesso al Fondo di garanzia per le Pmi alla controgaranzia, valorizzando così l’integrazione tra garanzie private e garanzia pubblica. Una scelta motivata dalla necessità di sostenere l’accesso al credito di micro e piccole imprese, dalle minori possibilità di default in presenza di controgaranzie rispetto alle operazioni presentate direttamente dalle banche, dal miglior effetto leva della controgaranzia. Un milione di garanzia pubblica sostiene 2,1 milioni in controgaranzia e solo 1,3 milioni in caso di accesso diretto.

“Questa scelta – commenta Bramerini – si era mostrata vincente. E nella nostra Regione, che prima di tutti ha colto questa opportunità, tra il 2011 e il 2017, negli anni più terribili della crisi con una stretta creditizia soffocante, la riduzione dei prestiti al sistema produttivo è arrivata al 10,4% a fronte del -18% su scala nazionale”.

Con questo provvedimento, che rischia di cancellare l’autonomia delle Regioni in materia di sostegno alle imprese questo non potrebbe più verificarsi. “La nostra associazione, a tutti i livelli confederali – conclude Bramerini – chiede al governo di non fare questa scelta e di non abrogare la possibilità per le Regioni di sostenere in autonomia il sistema delle imprese”.

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