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Anche in Maremma le donne si mobilitano contro il decreto Pillon

GROSSETO – «C’è un’offensiva neoconservatrice che vuole penalizzare le donne. Organizziamo la resistenza e contrattacchiamo unite» questa mattina alla Libreria delle Ragazze Coordinamento delle donne di Cgil, Cisl e Uil, associazione Olympia De Gouges, Rete delle Donne Grosseto e Di.Re – Donne in rete contro la violenza organizzano l’iniziativa pubblica che martedì 19 si terrà al Museo di Storia naturale per mobilitare le coscienze a fare opposizione al Ddl Pillon.

«Il disegno di legge “Pillon” è solo la punta dell’iceberg della mole di pregiudizi machisti che in questo momento stanno minacciando le donne e il loro ruolo nella società. C’è una preoccupante offensiva culturale neoconservatrice della quale prendere atto per organizzare la resistenza, ma soprattutto un’efficace controffensiva. Con l’obiettivo di difendere i diritti delle donne e ampliare i margini di godimento dei diritti civili per tutti. Come donne di Cgil, Cisl e Uil, nell’ambito della mobilitazione “Non una di meno”, ci preme che questo messaggio arrivi soprattutto alle ragazze e ai ragazzi delle generazioni più recenti, perché non commettano l’errore di sottovalutare i rischi e di dare per scontato ciò che hanno». Sono le parole inequivocabili di Eleonora Bucci – membro della segreteria provinciale della Cgil con delega alle pari opportunità – che questa mattina è intervenuta per illustrare il punto di vista del Coordinamento delle donne di Cgil, Cisl e Uil di Grosseto.

«Quello che è successo appena mercoledì scorso con la sentenza di Genova – ha aggiunto Bucci – è un esempio concreto del pericolo che stiamo correndo. Una sentenza che, a fronte della richiesta di una pena a trent’anni del Pm, ha visto il giudice condannare l’omicida a 15 anni, riconoscendogli l’attenuante della “delusione” e il rito abbreviato. Per tutte noi una cosa inaccettabile, ma che sta nel contesto del nuovo clima di restaurazione di una visione medioevale del ruolo della donna. Il Ddl Pillon è il vessillo identitario di questo movimento di opinione, e per questo motivo – ha concluso la sindacalista – ci auguriamo che molti grossetani vengano alla manifestazione che tutte insieme abbiamo organizzato al Museo di storia naturale per martedì 19 marzo alle 17.00, dando un segnale forte della volontà di contrastarlo sul piano culturale».

«Occorre dire a gran voce che mai come oggi le donne hanno bisogno di più tutele – aggiunge per la Cisl Loredana Marletta – Per quanto riguarda il Ddl Pillon; intervento legislativo deve prioritariamente supportare e tutelare i diritti dei figli, specialmente nella situazione di conflittualità e violenza. Il testo si presenta troppo adulto-centrico e non orientato al superiore interesse del minore che, invece, rappresenta per la convenzione Onu e la Costituzione il perno centrale. Deve riconoscere l’importanza della condivisione e responsabilità genitoriale ma, senza derogare mai ai diritti dei figli e della parte economicamente più debole della coppia genitoriale».

«Una larga mobilitazione, compresa quella dell’ultimo 8 marzo – hanno sottolineato le associazioni Olympia De Gouges, Rete delle Donne Grosseto e Di.Re – Donne in rete contro la violenza – ha in questi mesi denunciato il Ddl Pillon come un progetto per cambiare le norme che finora nelle separazioni hanno tutelato i soggetti più deboli. Donne e minori, mettendo in discussione le conquiste degli ultimi decenni in merito al diritto di famiglia e alla violenza domestica. Penalizzando le donne, già pesantemente vessate da un gap occupazionale e retributivo.
Quando il 28 gennaio scorso è andata in onda sul Rai3 l’inchiesta di Presa diretta dedicata al disegno di legge è apparsa evidente a un’opinione pubblica più larga la sua vera natura: una vera e propria controriforma, perché vuole mettere mano a più norme, cambiando le regole che oggi tutelano i rapporti tra i coniugi che si separano, con inevitabili conseguenze sui loro rapporti e sulla vita dei figli».

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