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La biblioteca del regista Umberto Lenzi donata alla Biblioteca. Amato anche da Tarantino

MASSA MARITTIMA – La famiglia del grande regista e scrittore massetano Umberto Lenzi, nato nel 1931 e scomparso nel 2017, ha donato al Comune la sua biblioteca composta da circa 1000 volumi. L’imponente patrimonio librario è stato consegnato oggi alla Biblioteca Comunale Gaetano Badii di Massa Marittima da parte della figlia ed erede Alessandra Lenzi. Alla consegna presenti anche l’assessore alla cultura Marco Paperini e la direttrice della biblioteca Roberta Pieraccioli.

Lenzi è stato uno dei registi più significativi del cinema italiano tra gli anni Settanta e Novanta. Annoverato da Quentin Tarantino tra i suoi maestri, è stato l’ideatore indiscusso del genere “poliziottesco” che ha regalato al regista grande celebrità con film come “Milano odia: la polizia non può sparare” (1974) o “Roma a mano armata” (1976), con la coppia Tomas Milian e Maurizio Merli. Ma oltre che aver firmato tantissimi film Lenzi è stato anche un apprezzato scrittore di romanzi gialli.

Il suo legame con Massa Marittima, dopo un lungo periodo di lontananza, si è rinsaldato negli ultimi anni della sua vita (nel 2016 fu insignito del Premio Città di Massa Marittima), e per sottolineare questo legame alla fine dello scorso anno la figlia ed erede del grande regista Alessandra Lenzi ha manifestato l’intenzione di donare alla Biblioteca comunale Gaetano Badii di Massa Marittima circa un migliaio di volumi appartenenti alla biblioteca personale del padre. Una proposta accettata con entusiamo dal Comune e ufficializzata lo scorso 30 novembre con una delibera di Giunta.

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Si tratta di un patrimonio di libri di vari argomenti ma principalmente di storia, di cui Umberto Lenzi era molto appassionato, e di narrativa italiana e straniera, la cui parte più cospicua è rappresentata soprattutto dai cosiddetti “gialli” e polizieschi, di cui Lenzi era appassionato lettore in virtù anche della sua attività di regista ma anche di scrittore di “gialli”alla quale si è particolarmente dedicato nell’ultimo decennio della sua vita.

“Un ritorno alle origini – ha spiegato la figlia Alessandra Penzi – sono contenta di aver fatto questa donazione a Massa Marittima e penso che mio padre abbia voluto questo gesto. Lui è stato sempre molto legato alla città, quando frequentava l’Università di Pisa segui da vicino le vicende sociali e politiche di quegli anni, in particolare era vicino alla lotta dei minatori e poi proprio a Massa ha creato i suoi primi circoli del cinema e portato nomi come Pietro Germi e Pratolini”.

“Un cerchio che si chiude, era necessario riallacciare questo legame tra Umberto Lenzi e la sua città – ha aggiunto Marco Paperini – tre anni fa lo abbiamo invitato, organizzando un rassegna dei suoi film e consegnandoli il Premio Città di Massa Marittima. Il fatto che oggi la figlia ci ha donato una parte della sua biblioteca che racconta quello che è stata la sua formazione significa far tornare qui la sua memoria culturale che sarà utile anche a tutti i cittadini e studiosi che vogliono comprendere meglio il periodo in cui ha lavorato che è stato di grande fermento culturale e sociale”.

Nella foto da sinistra Marco Paperini, Alessandra Lenzi e Roberta Pieraccioli 
 

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