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«Dopo il crollo, mura abbandonante». Mozione per salvarle

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GAVORRANO – «Con la mozione “riclassificazione della strada vicinale delle Sasse” chiediamo alla Giunta in carica di porre rimedio ad un assurdo errore commesso dai precedenti amministratori» a farlo sapere è il capogruppo di opposizione Andrea Maule.

«Nello specifico – spiega Maule – la strada vicinale delle Sasse è stata declassificata, con delibera comunale dell’agosto 2017, da “strada vicinale a uso pubblico” in “strada vicinale ad uso Privato”. Con la declassificazione che contestiamo il Comune ha di fatto assegnato la strada vicinale, e le Mura ivi presenti, ai frontisti della medesima strada, cioè privati cittadini. La declassificazione, avvenuta per mano dell’allora sindaco Elisabetta Iacomelli e sorprendentemente dell’allora capogruppo William Capra, giuncarichese di adozione, che si è però palesemente dimenticato di tutelare la frazione di residenza, è stata delibera anche in virtù della presenza di un cancello di accesso ad una proprietà privata che ne ostruisce parzialmente il passaggio. Un cancello posto a poche decine di metri dall’inizio della Strada (lato Poste); cancello del quale, per quanto appurato, non sia mai stata accertata la conformità urbanistica».

«Lo scorso 21 dicembre – prosegue il capogruppo – com’è noto, una porzione delle Mura sono crollate rendendo totalmente e definitivamente impercorribile la strada vicinale delle Sasse. Mura di cinta che, divenute “ad uso privato” unitamente alla vicinale, dovranno essere teoricamente ripristinata dai frontisti con proprie forze e proprie spese. Ci pare più che probabile che privati cittadini possano oggettivamente incorrere nell’impossibilità di spendere ingenti somme per recuperare queste mura, condannando così lo storico manufatto al più assoluto degrado ed abbandono. Ad oggi, trascorsi due mesi, le macerie sono ancora lì».

«Alla luce di questa aberrante storia, di fronte all’inspiegabile decisione presa della sindaca Iacomelli ed ancor più dal capogruppo Capra – chiediamo alla Giunta guidata da Biondi di fare un passo indietro; andando così a rendere nuovamente “pubblico” un bene di interesse collettivo come le Mura di Giuncarico. Vale la pena ricordare che quelle Mura (o comunque porzioni di esse) risalgono all’XI secolo, catalogandosi inconfutabilmente come bene di interesse pubblico, da tutelare e valorizzare; azione che può essere messa in pratica solo ed esclusivamente dall’Ente Pubblico».

«Tra l’altro – conclude Maule – è di questi giorni la pubblicazione di un bando del Programma di Sviluppo Rurale (PSR 2014-2020) da parte del Far Maremma; l’Ente ha emanato uno specifico bando che finanzia il recupero di “immobili che presentano interesse artistico, storico e archeologico, o che rivestono un interesse significativo da un punto di vista paesaggistico, espressione della storia, dell’arte e della cultura, e importanti ai fini della fruizione culturale pubblica” con contribuzione al 100%, fino ad un massimo di 100mila euro. Bando che probabilmente calza a pennello la possibilità di recuperare le Mura di Giuncarico, rendendole così accessibili a chiunque in quella che potrebbe diventare una meravigliosa area pedonale con vista sulla pianura maremmana»

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