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Giulia Tattarini attacca il sindaco. Vivarelli Colonna «Mi augura di morire murato»

GROSSETO – Non si placano le polemiche in seguito al gesto di Maremma Antifa che il 10 febbraio ha attaccato uno striscione sulle porte del palazzo municipale. Dopo la risposta da parte del sindaco di Grosseto, Antonfrancesco Vivarelli Colonna agli organizzatori, oggi ad intervenire è Giulia Tattarini, una degli appartenenti a Maremma Antifa. Giulia Tattarini, taggando il sindaco nel proprio post commenta: «L’unico errore, caro Antonfrancesco Vivarelli Colonna è non averti chiuso il portone dell’ufficio con una palata di cemento a presa rapida».

«Sei la vergogna fascista che insozza la sala del nostro Comune, Istituzione che non ha mai raggiunto livelli tanto bassi e miseri come in questa fase storica – prosegue con un post molto duro -. Non ti preoccupare che la tua faccia se la ricorderanno bene in molti, quando il sole dell’avvenire verrà per riprendersi tutto, incluso quello che ti appartiene. E mentre con il tuo spicciolo cattolicesimo ti ripulisci la coscienza, sappi che non ci sarà perdono per quelli che come te stringono le mani di assassini al governo. Vergogna fascista».

Al post ha risposto il sindaco Antonfrancesco Vivarelli Colonna che scrive: «Una cosa che mi ha sempre fatto riflettere è l’odio che trasuda certa sinistra veterocomunista. Un odio violento, denso d’un rancore inestinguibile. Un odio che non ha pace. Mi chiedo perché. Mi chiedo, ad esempio, perché una giovane ragazza della nostra città senta l’urgenza di urlare il proprio odio nei miei confronti e taggarmi sulla sua bacheca di Facebook».

«Una ragazza che dovrebbe conoscere il valore delle istituzioni, giacché risulterebbe essere la figlia dell’ex sindaco di Grosseto Flavio Tattarini, come appare dalla sua stessa bacheca. Mi chiedo: le ho ucciso un congiunto, forse? Ho commesso, forse, una terribile ingiustizia nei suoi confronti? Nulla di tutto questo. Nemmeno ci siamo mai visti e conosciuti, non abbiamo mai, nemmeno una singola volta, avuto uno scambio di saluti o di opinioni. Sono evidentemente reo di qualcosa, ma di cosa? Sono solo diventato sindaco perché la maggioranza dei grossetani ha votato me e la coalizione che mi sostiene. Eppure, a questa giovane donna basta questo per sentirsi titolata ad esprimere tutta la sua cattiveria nelll’augurarmi di morire murato. Mi dispiace per lei. Mi dispiace terribilmente per lei. La sua rivoluzione non arriverà mai…».


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