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Sanità in Maremma: «Creare le case della salute e ridurre le liste d’attesa, lo chiedono i cittadini»

GROSSETO – Alla presenza dei responsabili regionali del settore sanità, nei giorni scorsi si è un incontro per fare il punto sulle iniziative, portate avanti da Cgil, Cisl e Uil del territorio, insieme alle organizzazioni dei pensionati e funzione pubblica, per ascoltare il pensiero dei cittadini della nostra provincia sulla funzionalità dei servizi sanitari» a farlo sapere una nota dei sindacati confederali che illustrano i risultati delle assemblee che si sono svolte in Maremma.

«Le assemblee pubbliche tenute nei maggiori centri della provincia nel corso della seconda metà del 2018, alle quali, oltre alla cittadinanza, hanno preso parte gli amministratori locali – illustra la nota -hanno permesso di evidenziare tutta una serie di punti di sofferenza del sistema sanitario grossetano. Non si tratta, com’è stato dichiarato nei numerosi interventi che abbiamo ascoltato, di carenza nella qualità delle attrezzature o delle prestazioni professionali del personale sanitario, bensì dello scollamento che spesso si verifica al momento del passaggio dei malati dalle strutture ospedaliere alle cure domestiche o sul territorio».

«Il ritardo nella realizzazione delle case della salute – sottolinea la nota – incide pesantemente sul percorso di recupero dei pazienti, così come sul congestionamento dei pronti soccorsi, che senza il filtro delle strutture decentrate territoriali, finiscono per essere il terminale a cui tutti ricorrono, anche per i casi che non lo richiederebbero. Altre carenza evidenziate sono le liste di attesa, su questo aspetto, oltre a rimarcare il disagio che devono sopportare gli utenti che richiedono determinati servizi, in termini di tempi di attesa o di distanze da percorrere, è stato messo in evidenza la conseguente necessità del ricorso, sempre maggiore, alle prestazioni presso le strutture sanitarie private. Questa situazione è inaccettabile perché penalizza coloro che hanno difficoltà sul piano economico, o situazioni familiari svantaggiate, come le persone sole o anziane. Occorre invertire questa tendenza che rischia di indebolire la sanità pubblica a vantaggio di quella privata, favorendo un modello di sanità che si potrebbero permettere solo fasce sociali forti economicamente».

«Le segreterie regionali proseguiranno nelle prossime settimane il monitoraggio in tutti i territori toscani – conclude la nota – che si concluderà con una valutazione complessiva della situazione e la richiesta alla Regione Toscana di fare una verifica dell’attuazione del piano sanitario regionale, alla luce delle carenze che saranno state registrate. Si prevede inoltre di presentare alla Regione Toscana una serie di proposte, per migliorare lo stato delle cose, dando seguito alle denunce e alle carenza evidenziate dai cittadini».

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