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Geotermia: «Tremila posti di lavoro a rischio senza incentivi». Al via la raccolta firme contro i tagli

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AMIATA –  «Allarme lavoro. Un fatto concreto: migliaia di posti a rischio tra l’Amiata e Larderello senza incentivi alla geotermia» l’appello arriva dal movimento Geotermia Sì che lancia la petizione su change.org contro i tagli agli incentivi proposti dal Governo.

Dopo le manifestazioni pubbliche di Larderello e Santa Fiora, e in preparazione dell’iniziativa di Chiusdino che si terrà a breve, prosegue la mobilitazione di Geotermia Sì, il movimento di cittadini, sindaci e imprese delle province di Pisa, Siena e Grosseto, che si sono uniti per esercitare una pressione forte sul Governo, affinché riveda la decisione di escludere il settore geotermoelettrico dagli incentivi per le energie rinnovabili secondo quanto previsto dalla bozza di decreto Fer1.

“Nella vicenda della geotermia come energia rinnovabile o meno ci sono pesanti fattori concreti, reali, e opinioni leggere e in libertà. Tagliare gli incentivi alla geotermia significa mettere in ginocchio le nostre comunità che per decenni hanno vissuto con questa risorsa – afferma il Movimento Geotermia Sì – significa provocare sui territori una crisi senza precedenti, con rischi per la tenuta sociale e per il futuro stesso delle comunità, poiché crolleranno gli investimenti, chiuderanno le aziende nate nei territori geotermici, piuttosto che in altri, proprio per la presenza degli incentivi, e si verificherà una emorragia di posti di lavoro. Ogni posto di lavoro, per le comunità delle aree geotermiche, è una risorsa dall’immenso valore”.

“Tra occupazione diretta e indotto in tutta la Toscana – prosegue il Movimento –  sono 3mila gli occupati del settore geotermico, di cui, circa 2mila nei territori dell’Amiata e Larderello secondo i dati che vengono forniti dall’Osservatorio Economico Alta Val di Cecina. Ai 2mila lavoratori a rischio si aggiungono le imprese che si sono insediate per il costo conveniente dell’energia e gli occupati nel commercio e nei servizi, che vivono grazie all’economia generata. Quindi, saranno ben più di 2mila le famiglie che potrebbero ritrovarsi all’improvviso senza entrate economiche. La ‘fabbrica geotermica’ rappresenta il presente e il futuro. Abolire una semplice parola, rinnovabile, vuol dire farne apparire un’altra che si chiama disoccupazione. E’ facile immaginare che se va in crisi questo sistema, l’Amiata rischia di morire, vanno in crisi le nostre comunità, perché non sarà possibile riassorbire un numero così elevato di lavoratori”.

“La scelta del Governo – conclude Geotermia Sì – appare, in questo quadro, superficiale e ideologica così come l’opposizione pregiudiziale dei falsi esperti neoambientalisti. Auspichiamo che entro gennaio, come ci è stato assicurato, venga approvata la Legge regionale sulla geotermia e che il Governo di conseguenza si coordini con la Regione. Chiediamo ai cittadini di sostenere la nostra mobilitazione a difesa delle comunità geotermiche anche con la firma della petizione su charge.org al seguente link https://www.change.org/p/luigi-di-maio-contro-i-tagli-degli-incentivi-alla-geotermia-proposti-dal-governo”.

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