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La storia dei minatori sull’Amiata, una giornata per ricordare le loro battaglie

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SANTA FIORA – “1958-2018″: a 60 anni dall’occupazione delle miniere del Siele e Argus, sabato 15 dicembre, alle 10, al teatro Andrea Camilleri, l’associazione Minatori per il Museo, in collaborazione con il Comune di Santa Fiora, ricorderà quello che viene considerato come un anno simbolo delle lotte operaie dei minatori in difesa dei propri diritti.

Il 1958 fu caratterizzato da due mesi ininterrotti di proteste e scioperi sull’Amiata, che culminarono nell’occupazione delle miniere del Siele e Argus per 16 giorni consecutivi, da parte dei minatori in lotta contro l’abolizione del cottimo collettivo, che riduceva del 50% la loro busta paga.

Il 1958 fu un anno importantissimo per le lotte sindacali e politiche legate al lavoro nelle miniere, non solo sull’Amiata ma anche sulle Colline Metallifere.

La vita dei minatori era dura: per lavorare questi uomini rinunciavano alla luce del sole per lunghi periodi, rischiando la vita per la silicosi, le frane e lo scoppio delle mine. Erano disposti a immani sacrifici con l’unico obiettivo di garantire una vita migliore ai propri figli, grazie a una bella paga che avrebbe permesso loro un futuro migliore. Nell’estate del 1958 quella speranza veniva meno con l’abolizione del cottimo collettivo per i minatori del Siele, di Argus e della Siam di Cerretopiano (Scansano). Per rivendicare i loro diritti i minatori del Siele e di Argus bloccarono la produzione e rimasero sottoterra per due intere settimane, presidiando le miniere nonostante la presenza della polizia ai cancelli. La Siam di Cerretopiano era controllata dalla Siele. Anche loro scioperarono occupando i piazzali per tutto il tempo che i colleghi del Siele rimasero sottoterra. La miniera di Cerretopiano era meno sicura di quella del Siele a causa della presenza di terreno sabbioso.

Ma i minatori non furono lasciati soli: portarono avanti la protesta con l’appoggio delle donne e il coinvolgimento di tutto il paese.

Grazie alla loro tenacia, all’unità dei sindacati e al sostegno delle popolazioni locali vinsero la battaglia: le società Siele e Argus furono costrette a ripristinare il salario completo e a pagare ai minatori anche tutte le giornate di occupazione delle miniere.

Sessanta anni dopo, l’associazione Minatori per il Museo e il Comune di Santa Fiora ricordano quella vicenda al teatro Andrea Camilleri: la commemorazione aprirà sabato 15 dicembre, alle 10 con la partecipazione delle scuole del territorio che assisteranno alla proiezione del documentario “Il nostro seme sotto la terra” sull’occupazione del ’58, realizzato dal Liceo Scientifico di Casteldelpiano.

A seguire è previsto l’incontro con l’esperto di storia locale Ennio Sensi e con Giuseppe Sani e Francesco Serafini, autori del libro “Nel ventre della Miniera”. Saranno esaminati i retroscena societari e politici dell’occupazione del ‘58, la mobilitazione dei paesi minerari, la solidarietà e il peso del vissuto sociale, anche attraverso le testimonianze dirette dei minatori.

Dopo un piccolo rinfresco, l’incontro riprenderà alle 11 e 30 con la presentazione del libro “Il Cinabro sul Monte Amiata”, scritto da Stelvio Forconi, ex perito minerario, che ha lavorato nella miniera di Abbadia San Salvatore, scomparso nel 2012. Interverrà la figlia di Stelvio: Serena Forconi. Prenderanno inoltre la parola l’archivista Barbara Adamanti; Michele e Mauro Scalacci della casa editrice HgS; Daniele Rappuoli, direttore scientifico del Parco Museo Minerario di Abbadia San Salvatore.

Al termine dell’iniziativa il libro sarà distribuito alle scolaresche e ai presenti.

 

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