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Troniera degli Arcieri: «Teatro di un’orribile violenza, resta abbandonata al degrado e all’incuria»

GROSSETO – «La troniera degli Arcieri, recentemente al centro del dibattito cittadino per l’orribile episodio di violenza di cui è stata teatro, è ancora abbandonata a sé stessa e l’amministrazione comunale non ha idea di cosa farne» a dirlo, in una nota, sono i gruppi consiliari Pd e Lista Mascagni del Comune di Grosseto.

«Fino all’estate del 2016 ospitava il Centro recupero tartarughe – illustra la nota – dopodiché è stata svuotata e non se ne è saputo più nulla. Due mesi fa presentammo pertanto un’interrogazione per chiedere lumi sugli interventi in programma. Finalmente è arrivata la risposta (con buona pace delle regole istituzionali, che impongono di fornire riscontro entro un mese), firmata dal vicesindaco che si è prodigato nel più classico degli scaricabarili. La troniera degli Arcieri, afferma, è stata ormai affidata all’Istituzione Le Mura, che a sua volta rimanda tuttavia il problema del degrado a SEI Toscana, piuttosto che alla Polizia Municipale. Ebbene, ci permettiamo di segnalare al vicesindaco Luca Agresti che la responsabilità dell’Istituzione Le Mura è dell’assessore alla Cultura (che per avventura è sempre lui medesimo), che la responsabilità dei rapporti con SEI Toscana è dell’assessore all’Ambiente e che la responsabilità della Polizia Municipale è dell’assessore alla sicurezza».

«Si guardi dunque intorno e chieda chiarimenti ai suoi colleghi di giunta – dicono i consiglieri -per il resto, il vicesindaco ci ricorda che sono stati eseguiti tantissimi sopralluoghi “al fine di predisporre progetti di massima [per una] possibilità di utilizzazione futura”. In altre parole, chi vivrà vedrà. Certo potrebbe domandare qualcosa al sindaco, che nel suo ormai celeberrimo programma dei cento giorni aveva promesso di assegnare alle Mura “un ruolo centrale”, “rilanciando aree oggi scarsamente considerate”, e di costituire nientepopodimeno che una “task force” per “sistemare giardinetti, manto stradale e sporcizia già nei primi 6 mesi”».

«Quel che resta, non dopo cento giorni ma dopo ormai due anni e mezzo – conclude la nota – è uno dei luoghi più caratteristici e rappresentativi del centro storico abbandonato al degrado e all’incuria. Il problema, allora, non è tanto la tardiva risposta alla nostra interrogazione, ma è la risposta che ancora manca ai bisogni della città da parte di un’amministrazione che, come ben illustrato dal vicesindaco, purtroppo brancola ancora nel buio».

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