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Ripani scrive a Salvini: «Perché nega l’uso dell’esercito per Grosseto? Sino al 2017 era autorizzato»

GROSSETO – «Pronte due interrogazioni al ministro della Difesa, Elisabetta Trenta, e al ministro dell’Interno, Matteo Salvini, nell’ambito dell’iniziativa “Strade sicure”» è Elisabetta Ripani, deputata maremmana di Forza Italia a comunicarlo in una nota.

«L’operazione è attiva dal 2008, e prevede che: “Per specifiche ed eccezionali esigenze di prevenzione della criminalità, ove risulti opportuno un accresciuto controllo del territorio, può essere autorizzato un piano di impiego di un contingente di personale militare appartenente alle Forze armate”. I militari sono a disposizione dei prefetti delle province per svolgere servizi di vigilanza in luoghi “sensibili”: “Strade sicure” rappresenta quindi lo strumento migliore per aumentare i controlli nel nostro territorio. Nella Tabella unica del decreto, con cui viene stabilita la proroga del contingente per l’anno 2018, non è previsto però alcun impiego di militari nella provincia di Grosseto».

«Le richieste in questo senso sono state inviate dalla Prefettura grossetana ai ministeri interessati sia per Pitigliano, che ha visto inspiegabilmente negarsi il rinnovo del presidio, che per la città di Grosseto, ma l’istituzione non ha ricevuto risposta – prosegue Ripani -. A Pitigliano si trova una delle sinagoghe più importanti d’Italia che richiama ogni anno migliaia di visitatori: nel borgo maremmano l’operazione “Strade sicure” è stata autorizzata dal 2015 al 2017, con il prezioso supporto dei militari del Reggimento Savoia Cavalleria (3°) di Grosseto. Nel 2018 però quel presidio non è stato confermato, tant’è che in questi mesi ad occuparsi del controllo del borgo sono stati i carabinieri della stazione cittadina, supportati dai colleghi di altre realtà maremmane vicine. Alla luce della rilevanza storica della sinagoga di Pitigliano e dell’efficace azione dei militari negli scorsi anni, risulterebbe invece necessario confermare la presenza dell’esercito, che permetterebbe ai carabinieri di continuare a svolgere la loro funzione primaria di presidio del territorio. Così come la stessa necessità si presenta oggi per Grosseto e per il resto della provincia».

«I recenti episodi criminosi hanno fatto il giro delle cronache locali e nazionali e sono stati già individuati luoghi sensibili in città che potrebbero essere efficacemente presidiati dai nostri militari. Per questo chiederò ai ministri Trenta e Salvini se non intendano valutare l’opportunità di dispiegare nella provincia di Grosseto un contingente militare, anche ad ausilio dell’attività di pattugliamento e controllo del territorio con funzioni di polizia, da inserire nella Tabella unica del Piano di impiego dell’operazione “Strade sicure”. Continuerò a lavorare affinché dai ministeri interessati arrivino velocemente risposte alle richieste della Maremma: non è più tempo di rimandare, i cittadini devono sentirsi sicuri nel loro territorio».

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