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Infiltrazioni mafiose in Maremma: aprivano attività con i soldi della camorra

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GROSSETO – C’è il clan Orlando dietro alcune attività che negli ultimi tempi sono state aperte in maremma. Le indagini della Guardia di finanza, che questa mattina hanno portato all’arresto di un uomo, sono partite proprio da qui, da alcune attività economiche imprenditoriali aperte in provincia di Grosseto da parte di soggetti di origine maranese collegati con la criminalità organizzata.

La Guardia di finanza ha indagato su ulteriori operazioni finanziarie di investimento e disinvestimento per oltre 2 milioni di euro in atto nella provincia, scenario adatto al mascheramento dell’illecito reimpiego da parte delle organizzazioni criminali, che si avvalgono di persone fisiche e giuridiche non riconducibili a matrici camorristiche, al fine di dissimulare la reale connotazione di impresa criminale.

Le indagini hanno portato all’arresto, questa mattina, su richiesta della Direzione distrettuale antimafia di Angelo Orlando, ritenuto responsabile di concorso esterno in associazione per delinquere di stampo mafioso. Il clan “Orlando”, gruppo già inserito nei sodalizi dei Nuvoletta e dei Polverino, è egemone sul territorio di Marano.

Orlando favorendo gli investimenti dei proventi illeciti nel settore edile/immobiliare e societario, ha consentito all’organizzazione camorristica di reimpiegare il ricavato delle attività illecite esercitate, anche avvalendosi di intestatari fittizi per impedire la tracciabilità dei beni.

I finanzieri hanno contestualmente eseguito un provvedimento di sequestro preventivo nei confronti della società Idealcart Sas di Iandoli Jole & C., espressione imprenditoriale del clan omonimo, attraverso le quote societarie intestate alla moglie e alla nipote di Angelo Orlando.

La società sequestrata riforniva “package” imballaggi ai commercianti della zona operando nella stessa sede della Lenny sas, avente il medesimo oggetto sociale e confiscata dalla sezione MP della Corte di Appello di Napoli. L’arresto è stato compiuto in collaborazione con il gruppo carabinieri di Castello di Cisterna. L’uomo è stato tradotto presso la casa circondariale di Secondigliano.

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